La Napoli che si reinventa nella fiction Rai “Vivi e lascia vivere” con Elena Sofia Ricci

Elena Sofia Ricci, nel ruolo di Laura, una donna che dovrà ricominciare da capo la sua vita, protagonista della nuova fiction Rai “Vivi e lascia vivere”

Elena Sofia Ricci, nel ruolo di Laura, una donna che dovrà ricominciare da capo la sua vita, protagonista della nuova fiction Rai “Vivi e lascia vivere”

E’ espressione talentuosa e colorata di un cinema italiano più che alternativo ad ogni logica commerciale, Pappi Corsicato. Per alcune fortunate e imprevedibili coincidenze non solo la Rai lo ha ingaggiato per la sua prima serie tv maturata da un suo soggetto, ma ha anche messo insieme un cast d’eccezione che vede protagoniste due attrici del calibro di Elena Sofia Ricci, nel ruolo di Laura, e della musa di sempre del regista napoletano, Iaia Forte, nei panni dell’amica Marilù che aiuterà la protagonista, ritrovatasi vedova con tre figli a carico, a ricominciare da capo la sua vita.

Elena Sofia Ricci protagonista della nuova fiction Rai

Cantore originale, influenzato dall’estetica pop del Pedro Almodóvar anni ’80, di cui è stato assistente (Legami), Corsicato adopera da sempre non solo nei film, che va ricordato fa uscire anche a distanza di anni senza fretta, ma anche nei suoi numerosi documentari un linguaggio che mescola influenze di varia natura, e lo dimostra in questa serie. “Volevo dare un po’ di gioia, far vedere un lato di Napoli che da molto tempo non si racconta più: i suoi colori, la sua luce, il suo splendore, quello che di fatto questo luogo è sempre stato, una città che cambia continuamente e che si muove. Lo stesso movimento ho cercato di mantenerlo nella mia regia: in gran parte ho girato con la macchina a mano proprio per rendere più reali e più vivaci i personaggi, le situazioni e i luoghi“.

Poi aggiunge: “Il tema di questa serie è il cambiamento, in particolare la possibilità che ognuno di noi dovrebbe darsi quando la vita ti spiazza o ti fa male e ti mette davanti a qualcosa che non avevi previsto. La possibilità di prendere un evento doloroso, o una novità spiazzante, come un’opportunità per rivedere la propria esistenza e magari capire come mettersi in gioco“. E fa notare: “Quello che viviamo era imprevedibile solo fino a gennaio, poi la vita di tutti è stata stravolta. Sento dire anche a tanti miei colleghi: come faremo a girare un film? Mica possiamo fare la ‘calata degli unni’, troveremo un modo… Posso citarle 100 titoli di film meravigliosi girati in poche stanze o con budget ristretti. Nei periodi di mia massima crisi ho tirato fuori i miei progetti migliori, ho scritto, lavorato. Vogliamo parlare del dopoguerra e del cinema italiano del neorealismo? Quando più abbiamo avuto quella magnificenza? Siamo stati imitati da tutti, ora che facciamo? Ricominceremo, ripartiremo, ci reinventeremo. Certo gli aiuti servono, le sale sono state chiuse, ma qualcosa faremo“.

Nella serie – ricorda Pappi Corsicatol’evento scatenante di questo cambiamento è la morte inaspettata del capofamiglia. Tutti, per prima la madre (Elena Sofia Ricci) e poi figli, si trovano improvvisamente costretti a confrontarsi con le questioni pratiche di tutti i giorni, scoprono lati nascosti del proprio carattere ed emozioni che non conoscevano che inizialmente li metteranno in crisi, ma che poi li faranno cambiare e crescere diventando ogni giorno più sicuri di sé. Questa condizione di trasformazione, di cambiamento, oggi più che mai mi fa riflettere su quello che sta accadendo a tutti noi a livello mondiale. Il coronavirus ci ha costretti a cambiare stile di vita, a relazionarci con gli altri e con noi stessi in un modo totalmente diverso e nuovo. Non voglio fare un paragone forse troppo azzardato, ma Vivi e lascia vivere, oltre a essere una serie family, è una serie in grado di farci riflettere sul fatto che bisogna essere capaci, anche quando un evento così devastante irrompe nelle nostre vite, di trovare il lato positivo. Il personaggio di Elena Sofia Ricci è ispirato a quel tipo di donna che molti di noi hanno conosciuto nella vita o che abbiamo visto rappresentato in molti film. Io mi sono ispirato al personaggio di Filumena Marturano. Donne dal carattere forte che non hanno paura di mostrare le loro fragilità anche a costo di mettere a repentaglio la propria condizione“.

Elena Sofia Ricci nella fiction ‘Vivi e lascia vivere’: “Laura è una donna forte”

Laura – racconta l’attrice – è una donna pragmatica che deve darsi da fare“. Una vita, la sua, apparentemente normale, fino al giorno della morte del marito: di sosta con la nave a Tenerife, Renato Ruggero (Antonio Gerardi) rimane coinvolto in un incendio. Ed è così che la donna, dal nulla, crea un nuovo lavoro, che trasforma in una vera e propria impresa al femminile (“inizia a occuparsi di street food in giro per Napoli, dando la possibilità ad altre donne di emanciparsi e diventare autonome”), mentre il suo passato insospettabile si riallinea al suo presente. Un suo grande amore mai vissuto, un uomo affascinante, implicato in affari poco puliti, compare a stravolgere il fragile equilibrio, riportando nella vita di Laura l’amore, la diffidenza, mettendo in pericolo lei e i figli.

Nel cast Iaia Forte, Silvia Mazzieri, Carlotta Antonelli Bianca Nappi, Giampiero de Concilio, con Massimo Ghini nel ruolo di Tony. Mentre ad interpretare Laura giovane è proprio la figlia di Elena Sofia Ricci, Emma Quartullo, avuta dall’attore e regista Pino (l’attrice è sposata dal 2003 con il compositore e direttore d’orchestra Stefano Mainetti dal quale ha avuto la secondogenita Maria). “Emma è laureata in regia al Dams ed è quello che vorrebbe fare, come lo zio Gabriele Mainetti (Lo chiamavano Jeeg Robot), nipote di Stefano. A volerla, dopo un provino, Pappi Corsicato, che le ha detto ‘spiega a tua madre come entrare nel personaggio, tu lo hai centrato“.

Elena Sofia Ricci e la quarantena: “lo sconforto prende il sopravvento per quelle persone che lavorano nel mondo dello spettacolo, gli invisibili”

Ma Elena come sta vivendo questo periodo di quarantena? “Come tutti, confesso che ultimamente lo sconforto sta prendendo il sopravvento, non tanto per me che mi ritengo una privilegiata, ma per quelle tante, troppe persone che lavorano nel mondo dello spettacolo. Gli invisibili. Anche guardando al dopo, ci stiamo preparando alla fase due, a tornare alla normalità, ma cosa ne sarà di tutto quello che si è perso per strada? Parlo con il massimo rispetto per le famiglie di tutte le vittime e per le migliaia di ammalati di questa pandemia che è arrivata come uno tsunami, cogliendo impreparati non solo noi, ma tanti Paesi nel mondo. Non voglio fare un discorso qualunquista: se guardo alla nostra categoria (e ho più amici medici che attori), migliaia di maestranze, tecnici delle luci, del suono, montatori, truccatori, attrezzisti, scenografi, c’è un mondo che la gente ignora esista dietro ad ogni progetto e che rischia di rimanere fermo ancora, di morire di fame, senza una pensione. Quando si ritornerà sui set e a quali condizioni e come? Ovviamente – sottolinea – ognuno parla per la sua categoria, lo stesso vale per centinaia di altre, per milioni di persone a rischio povertà. Dovevamo partire il 20 marzo con le riprese di Che Dio ci aiuti 6, ma è tutto fermo, ci sono colleghi che speravano di pagarci l’affitto“.

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