“La Cripta”, l’imprevedibile thriller di Nina Miselli

Daniela Merola intervista per RoadTv Italia la scrittrice campana Nina Miselli.

di Daniela Merola.

“Dedicato a tutte le donne che lottano per la propria libertà”.

Questa è la frase che apre l’imprevedibile e spiazzante thriller di Nina Miselli.

L’autrice campana è membro dell’associazione teatrale “sipario aperto” di Montecchio Emilia, è presente con i suoi scritti in numerose antologie online, ha partecipato a molti eventi culturali come “premio Moscati” a Caserta. Ha vinto numerosi premi come “l’essere in armonia” 2016 e ha avuto numerosi attestati di merito e menzioni d’onore. E’ stata organizzatrice e presidente del concorso letterario “c’era una volta la letterina di Natale”, prima e seconda edizione ed ancora del premio “Bruno Miselli” per tutte e tre le edizioni. Organizzatrice dell’evento “io donna”, sulla violenza sulle donne tenutosi a Piedimonte Matese, Caserta. E sempre qui l’evento “diversità: essere diverso è bello”.

Ha pubblicato molti romanzi, l’ultimo è “La cripta”.
Ha inoltre partecipato come attrice allo spettacolo “cercasi disperatamente Mercuzio”, comparsa nel film sky “il miracolo” e altre apparizioni come attrice.

Benvenuta Nina, la tua attività letteraria è ampia e proficua. Quando è nata la tua passione per la scrittura?
Da bambina non ero brava ad esprimere i miei sentimenti con le parole a causa della mia timidezza ed ho trasformato le parole in scrittura. Prendevo un foglio bianco lo guardavo e ne sentivo il profumo ed immaginavo la mia anima che viaggia nel tempo senza sosta in quei luoghi e si sentiva libera, già libera di vivere secondo il suo modo di essere.

Tu hai pubblicato “il bacio della buona notte”, “pensieri nascosti”, “dieci minuti oltre la morte” e altri. Qual è il genere di narrativa che preferisci?
Possiamo definire un genere letterario di per sé un concetto mobile cioè nessuna classificazione dei moltissimi generi letterari può essere rigorosa o assoluta di conseguenza posso affermare che non ho un genere letterario. Ma darei un voto in più alle favole perché sono nate per amore dei miei figli.

Il tuo ultimo romanzo è il thriller psicologico “La cripta” per Barkov edizioni. Tu spazi tra vari generi. La protagonista è Sabry Neri, una donna coraggiosa che combatte contro i propri incubi. Una donna che si ritrova intrappolata in una cripta da un serial killer. Da dove nasce l’idea per questo romanzo?
L’idea della storia è scaturita dalla perdita del mio tesserino con la mia foto e il mio nome e cognome in un centro commerciale non è stato più ritrovato. Qualche tempo dopo ho ripensato all’accaduto ed immaginato una giovane donna che per sfuggire a una delusione d’amore si trasferisce a Montecchio Emilia e qui trova lavoro in un supermercato ma nell’ombra un uomo la osserva e decide di rapirla. Nasce soprattutto come un urlo liberatorio per tutte quelle donne che subiscono violenza e purtroppo sono vittime del proprio carnefice. Il libro è dedicato alle donne che lottano per la propria libertà.

La tua scrittura è molto “visiva”, la claustrofobia della “cripta” passa dalle pagine al lettore. A cosa e a chi ti sei ispirata per le descrizioni così veritiere?
Credo che la paura più grande di ogni persona è quella di essere seppellita viva. In passato si usava un campanello affinché una persona che si risveglia nella bara potesse chiedere aiuto. Ho cercato di immaginarmi al posto di Sabry ed ho vissuto con lei tutte le sue emozioni e le sue paure.

Quanto c’è di te e delle tue paure nella protagonista Sabry?
In ogni libro c’è qualcosa di me. Nella cripta c’è il mio trasferimento da Piedimonte Matese con la mia famiglia a Montecchio. La paura di perdere le persone amate e soprattutto ho raccontato mio padre.

Hai dato una forte connotazione psicologica al thriller. La metafora della “cripta” e della prigionia ti è servita per creare la giusta tensione?
Ho cercato di creare la giusta tensione affinché il lettore vivesse con i proprio occhi la prigionia di Sabry, percepisce il suo dolore e le sue paure.

Caronte è il soprannome che la protagonista da al suo carnefice. Quanti Caronte ci sono nel mondo che cercano di distruggere le donne?
Nel mondo ci sono molti Caronte che si nascondono dietro una maschera di persone buone e caritatevoli, un padre di famiglia, un buon cristiano. il migliore amico di famiglia e via di seguito. Ognuno di loro come Caronte attente nell’ombra il momento giusto per attaccare…

Incubo e realtà, questi gli elementi che hai messo in evidenza nel thriller. Qual è il messaggio che hai voluto dare con questo romanzo?
Il messaggio che ho voluto trasmettere è rivolto a quelle donne che ogni giorno subiscono in silenzio e dico che c’è sempre una scelta. Loro sono la Sabry rinchiusa nella cripta che a un certo momento si arrende e permette a Caronte di vincere ma poi ricorda chi è stata e cerca di trovare una soluzione malgrado le prove sono tante e terrificanti. Anche queste donne devono trovare il coraggio di Sabry. Sono ben consapevole che non è facile ma col giusto aiuto possono tornare a vivere e riprendersi la propria vita.

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