La camorra è servita!

LADY WINTERLady in the city

Rubrica di Eliana Iuorio

Sono numeri da capogiro, quelli del blitz contro il clan Contini conclusosi stamattina con l’arresto di 90 persone ed il sequestro di una somma maggiore di 250 milioni di euro (fra attività imprenditoriali e beni immobili); una vera “maxi operazione” coordinata da Dda e Dia di Napoli, Roma e Firenze, che ha visto protagonista anche la Squadra Mobile di Napoli.
L’impero del clan Contini si era esteso in tutto il Paese, trasmigrando a Roma, come a Bologna, per radicarsi anche nelle Marche, in Puglia, in Molise, in Toscana; con la complicità di vecchi e nuovi “gattopardi”, appartenenti al clan, od affiliati, o collusi e complici di questi criminali –  si svolgevano attività di ristorazione, nel settore dell’abbigliamento e di distribuzione di carburante:  tutte coperture, “lavanderie” per quel denaro conquistato dai Contini in attività illecite relative prevalentemente al traffico di stupefacenti ed al “falso”.
Le famiglie Righi e Di Carluccio, primi referenti dei boss Eduardo Contini e Patrizio Bosti (attualmente in carcere): uno scenario che si apre fino a coinvolgere un funzionario del Ministero dell’Interno.
Ecco, la camorra S.p.A.: quella che cambia faccia, quasi alla ricerca della legittimazione sociale; che diventa partner di un’imprenditoria di favore, di gente senza scrupoli che non è vessata dalla criminalità, ma che gli presta il fianco, pur di operare sul mercato.
Genera sgomento, per noi cittadini attenti e critici, per noi fruitori, consumatori, non conoscere fino in fondo a chi ci rivolgiamo, mentre effettuiamo un acquisto.
Un disgusto, una preoccupazione che si fa ancora più forte in tempi di crisi economica come questo, ove un giovane imprenditore onesto fatica ed arranca, per giungere alla fine del mese; a dispetto di chi gode e godrà sempre di una disponibilità economica al di sopra di qualsiasi altro!
Ecco. Mi fa rabbia, pensare alle tante belle persone costrette a chiudere l’attività od a restar fermi, con tanti sogni, idee, progettualità e speranze in tasca, consapevoli che aprire una qualsiasi impresa in un momento di seria difficoltà come questo che stiamo vivendo, comporterebbe più rischi, che introiti.
Ho salutato con grandissimo entusiasmo questa operazione, come tutte le altre compiute in danno del patrimonio imprenditoriale dei clan ed avverso quei personaggi che scelgono di rendersi complici con le mafie.
Essi lavorano sul nostro sangue, in regime di concorrenza sleale, rubando il presente ed il futuro a tutti noi, privandoci di una possibilità.
Pensando di farla franca, poi.
Ecco perchè oltre l’indignazione profonda avverso i camorristi stricto sensu , non posso che stigmatizzare profondamente, l’operato di chi presta il fianco alle mafie, siano essi imprenditori, cittadini, sacerdoti, avvocati od uomini dello Stato.
Ed ecco perchè, au contraire, non posso che riservare il mio plauso e la mia gratitudine agli uomini ed alle donne che ogni singolo giorno, pur consapevoli del pericolo che vivono, con abnegazione e tenacia, lavorano ricordandoci con l’esempio e l’azione quotidiana che accanto allo “stato”, esiste ed esisterà sempre lo “Stato”.

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