Juventus-Celtic 2-0, bianconeri nel “G8” europeo del calcio

La Juventus nel suo Stadium conquista quella che era una quasi scontata qualificazione ai quarti dopo il secco 3-0 dell’andata conseguito a Glasgow. Bianconeri spaesati nei primi 20 minuti, troppo sicuri e insieme troppo blandi di fronte a una squadra che inizia con il piglio della disperazione. Nessuna vera occasione, ma qualche giocatore, vedi Peluso su tutti, sembrano ancora essere sui sediolini dei super tecnologici spogliatoi bianconeri. Poi la tecnica prevale e la Juve passa: azione di contropiede ben orchestrata, palla dentro per Quagliarella (finalmente in campo da titolare, l’ultima era stata a fine gennaio), tiro respinto non benissimo da Foster e tap in vincente di Matri al 24’. 1-0. Adesso la situazione si fa più tranquilla, la Juve gestisce bene anche se con qualche pericolo, tra cui un’occasione che riesce a mettere in mostra l’insuperabile classe di Buffon, il quale compie una prodigiosa parata su un tiro scagliato da Samaras ma sporcato a centro-area da Hooper. Poi tutto liscio, anzi la Juve sfiora anche il 2-0 con Vidal che non incrocia bene il sinistro su un pericoloso contropiede.

Nel secondo tempo, pronti-via e Quagliarella vicino subito al goal, in una bella triangolazione con Pogba (straordinario stasera) e Matri. Celtic demotivato e scarico fisicamente cade in balia del gioco orchestrato e intenso dei bianconeri, anche se gli scozzesi sono un po’ sfortunati in un paio di occasioni, prima con il difensore Ambrose e poi con Samaras all’83’ che non troverà lo specchio della porta da buona posizione. In mezzo qualche cambio e il 2-0, che arriva grazie al solito lancio al goniometro di Pirlo per l’inserimento perfetto di Vidal a destra, il cileno poi serve Quagliarella che a porta vuota deposita la palla in rete al 65’. Pratica chiusa.

Conte può dedicarsi ora alla sfida di domenica col Catania, aspettando il sorteggio per i quarti previsto per il 15 marzo a Nyon. Il Celtic esce a testa bassa, squadra con buona intensità di gioco, ma povera di idee e caratura tecnica per proseguire il cammino nella competizione europea più prestigiosa.

 

Giancarlo Manzi

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