Ischia vive ancora, anche se per qualcuno non esiste più. L’importanza di (provare a) essere giornalisti

Dopo il terremoto che ha sconvolto l’isola d’Ischia, in particolar modo la frazione di Casamicciola, è partita la corsa al servizio giornalistico perfetto

“La deontologia per un giornalista è soltanto una parola, al più una vaga tendenza o una realtà molto virtuale”. Le parole dell’avvocato Corso Bovio, in un suo saggio del 1997, oggi più che mai risuonano sempre più nell’aria. E lo fanno partendo da Ischia e girando per tutto il nostro Paese. Per poi tornare lì. Sull’isola di Pithecusa. Toccando molti punti e, soprattutto, molte penne o, se preferite, tastiere di computer delle redazioni di tutta Italia. E questo si trasforma in ciò che la maggior parte del mondo mediatico sta trasmettendo a chi quel luogo incantato, da sempre citato tra i più belli del nostro pianeta, pensa non esista più.

L’arte di rimescolare le immagini del terremoto avvenuto a Ischia

Dopo la scossa di terremoto che la sera del 21 agosto ha sconvolto l’isola d’Ischia, in particolar modo la frazione di Casamicciola, è partita la corsa al servizio giornalistico perfetto. Alcuni colleghi, da giorni ormai, stanno mandando e rimandando sempre le stesse immagini, scrivendo sempre le stesse cose. Il tutto rimescolandole e rimontandole come neanche il peggior cuoco del mondo potrebbe fare pur di non sprecare quell’ingrediente che ha capito essere in grado di portargli visibilità.

Sono giorni che vediamo sempre la stessa casa crollata, che ci parlano delle stesse due persone che hanno perso la vita in maniera tragica, perché la morte è sempre una tragedia, ma come se i decessi fossero paragonabili ai quasi 2000 del terremoto di più di un secolo fa sempre a Casamicciola. Per non parlare del gesto eroico del piccolo Ciro che ha salvato non solo la vita dei suoi fratelli, ma anche almeno un altro paio di settimane di molti palinsesti tv.

Ischia vive ancora, anche se per qualcuno non sembra essere così

Ma qualcuno ha avuto modo di chiedersi cosa stia realmente accadendo a Ischia in questi giorni? Qualcuno ha avuto la reale volontà di mostrarlo? Qualcuno sì, ma pochi. Quelli a cui l’isola si presenta uguale a quella di sempre. E’ vero, una parte di turisti è andata via, la paura, si sa, è un riflesso incontrollabile. Ma il resto è ancora lì. Come lo sono il mare, le spiagge, le bellezze create dall’uomo e quelle, molte, dalla natura in un autentico paradiso terrestre.

Ma dire questo, forse, farebbe meno notizia per alcuni, per molti. Dire ciò costringerebbe a parlare della bellissima spiaggia dei Maronti, del panorama unico che presenta il Belvedere di Zaro, della maestosità del Castello Aragonese, del bagno nella sorgente naturale della Baia di Sorgeto, del tramonto mozzafiato osservato dalla Chiesa del Soccorso a Forio. Nulla a che vedere con lo sciacallaggio mediatico di alcuni. Senza dubbio più utile.

Allora quello che vogliamo provare a fare è dare una esatta visione di come Ischia continui ad andare avanti. E vogliamo farlo attraverso due video che la rete, spesso fioriera di negatività, ma che a volte sa diventare l’unica fonte della verità, ci ha regalato. Due video che mostrano e dimostrano come uno dei luoghi più belli del mondo continui a essere tale. Non perché si voglia dimenticare la tragedia vissuta, le due persone che hanno perso la vita, il gesto eroico dei vigili del fuoco, della protezione civile e di tutte le forze dell’ordine che si sono prodigate per salvare chi ha rischiato di morire quella notte. Ma, anzi, per dimostrare che tutto ciò non è stato vano.

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