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Intervista alla scrittrice Dacia Maraini: conoscere il male per combatterlo

Dacia Maraini: “Le donne devono semplicemente ragionare con la propria testa ed essere più orgogliose di se, senza farsi condizionare dai luoghi comuni”.

La violenza sulle donne e sui minori al centro dell’incontro della scrittrice Dacia Maraini con gli studenti del liceo Vittorini

Il dibattito, introdotto dal Preside Giuseppe Tranchini e moderato dal giornalista Rai Guido Pocobelli Ragosta, ha avuto luogo venerdi 6 maggio, alle ore 15, nell’Aula Magna del liceo. Presente all’incontro anche l’editore Giulio Perrone che ha testimoniato l’impegno di una scrittrice che nonostante la notorietà non ha mai interrotto il suo rapporto con l’editoria indipendente.

Organizzatrice dell’evento la scrittrice e professoressa Vincenza Alfano che ha brevemente raccontato la figura di Dacia Maraini, attraversando gli eventi principali della sua biografia, che la vedono legata a importanti scrittori del Novecento, e ai suoi principali romanzi. Da sempre Dacia Maraini ha unito le suggestioni della scrittura all’impegno civile per rifondare – come lei stessa ha ribadito – un nuovo umanesimo. La Maraini ha raccontato la sua detenzione nel campo di concentramento in Giappone e ha sollecitato gli studenti a un dialogo sui temi della giustizia e della violenza. Molte riflessioni hanno preso spunto dal libro “Passi affrettati” della scrittrice, edito da Giulio Perrone Editore, che è stato proposto agli studenti in preparazione all’evento. L’opera raccoglie dialoghi teatrali scarni ed essenziali, incentrati sul valore rivelatore della parola. Sono storie di donne vittime di violenze e abusi che la Maraini ha raccontato grazie a testimonianze dirette e con l’aiuto di Amnesty International.

Il messaggio della scrittrice per i giovani suona forte e chiaro: occorre conoscere il male per combatterlo, ma senza una visione sociale e un progetto collettivo non si può sconfiggere nessuna forma di violenza. No al silenzio e all’omerta, sì alla parola.