Incendiato il presidio stabiese di Libera e il Centro Ashram

Incendiato ieri alle 22:00 il Centro di accoglienza Casa della Pace e Nonviolenza e la sede Libera di Castellammare di Stabia. Nessun ferito grave, ma la palazzina è compromessa

Incendiato il presidio stabiese di Libera e il Centro di accoglienza Ashram

Appena dopo le 22.00 di ieri nel centro storico di Castellammare di Stabia è stato appiccato un incendio alla palazzina del Centro di accoglienza Asharam. Un giovane nigeriano di 20 anni di età ha riportato escoriazioni, lussazioni e una frattura al braccio in seguito a un salto nel vuoto di due metri di altezza. Gli altri sono scappati chi dalla scala di emergenza, chi in un edificio adiacente, chi sulla tettoia. Squadre dei militari dell’Arma dei carabinieri e dei Vigili del fuoco sono intervenuti, ma quando l’area è stata circoscritta e le fiamme domate, si è scoperto che lo stabile ha riportato notevoli danni.

L’attentato è stato operato dai narcotrafficanti stabiesi dei D’Alessandro

Molto probabilmente l’incendio è stato provocato da un attentato espresso da elementi criminali appartenente al clan dei D’Alessandro, ai quali l’immobile era stato sequestrato e confiscato. Secondo le informazioni raccolte il Centro di accoglienza Ashram Santa Caterina recherebbe disturbo al clima criminale che nelle zone fa il narcotraffico dei D’Alessandro, negli ultimi tempi più florido e dilagante che mai.

La presenza dei migranti richiedenti asilo e dei volontari iscritti alle associazioni Casa della Pace e la Nonviolenza, al presidio Libera – Castellammare di Stabia, al circolo stabiese di Legambiente e alla webradio gestita dall’Associazione «Gli Amici della Filangieri», non è gradita ai narcotrafficanti e il Centro di accoglienza ha un palese valore simbolico di sfida nei confronti della Camorra.

Maurizio Somma, responsabile della Casa della Pace e la Nonviolenza e, dunque, dell’associazione Ashram Santa Caterina, ha dichiarato che: «dei volgari delinquenti, stupidi e razzisti, hanno appiccato il fuoco ai sacchi dei rifiuti che teniamo al pian terreno in attesa dei giorni opportuni per la differenziata. Il fatto è avvenuto nel quartiere Santa Caterina i cui cittadini stanno lottando con forza per renderlo vivibile.

I motivi di questo atto vile? Primo tra tutti è che questa che era la casa del boss del quartiere è oggi un bene confiscato nonché presidio di ‘Libera’. Quale più grande offesa per queste persone: dove una volta erano padroni oggi arrivano persone come Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, Franco Roberti, Pietro Grasso».

Dal 2008 a oggi il Centro di accoglienza si è preso cura di centinaia di migranti provenienti dalle più variegate località del mondo e, fino a quando vi saranno iscritti, rimarrà vitale.