Il “salva-comuni” non salva i bambini. La denuncia degli educatori: nessuna tutela per i minori a rischio

La protesta degli educatori: il salva comuni non salva i bambini

di Redazione

Napoli – E’ ripresa in questi giorni di festa la protesta di associazioni e cooperative che, con il movimento “Il welfare non è un lusso”, intendono sollecitare l’amministrazione comunale affinchè provveda a garantire accoglienza e servizi ai minori a rischio e lavoro stipendiato agli educatori che se ne prendono cura (che continuano a portare avanti il proprio lavoro gratuitamente, nonostante 3 anni di stipendi arretrati).

Il Welfare non è un Lusso, Federazione Arca, Legacoop Sociali, Federazione SAM, Confcooperative-Federsolidarietà di Napoli e Provincia, CNCM, CoRCoF, CNCA Campano, Istituti Salesiani, UniRete e Federazione Internazionale Città Sociale sono promotori e firmatari di una lettera indirizzata al sindaco De Magistris: “il decreto salva-comuni non salva i bambini” scrivono, perchè anche ora che “un fiume di soldi si sta riversando sul comune” nessun finanziamento pare destinato alle case famiglia e alle educative territoriali per minori provenienti da situazioni di disagio. Bambini che rischiano di dover vivere l’ennesima esperienza di abbandono, dinanzi alla progressiva chiusura di strutture che gli operatori del terzo settore non sono più in grado di mantenere: ben 500 ragazzi ospitati dalle case famiglia potrebbero presto ritrovarsi in strada, per non parlare dei circa 700 educatori che rischiano di ritrovarsi senza lavoro.

“Tutti crediti di associazioni e cooperative che sono rimasti, stranamente, dimenticati negli armadi dei funzionari di via Fonseca, e pertanto non “lavorati” – si legge nella lettera – Qualcuno ne avrà la responsabilità? Il Sindaco e gli assessori vorranno fare chiarezza con trasparenza e impegnarsi pubblicamente a dare concretezza operativa a quest’impegno? Ogni giorno, ogni settimana, ogni mese c’è una “scusa” nuova: dirigenti inefficienti, inchieste della magistratura, uffici sottodimensionati … e le promesse (anche quelle scritte o annunciate in consiglio comunale) volano, come parole vuote di cui ci si riempie la bocca”.

7 gennaio 2014

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