Il riutilizzo dei beni confiscati alle organizzazioni criminali: il ruolo dell’economia sociale

di Angela Marino

Qual è la sorte dei beni confiscati a Camorra, Ndrangheta e altre organizzazioni criminali? Come possono essere riconvertiti per il benessere del territorio? Che impatto ha la confisca o il sequestro di un bene sulla comunità di persone che gravita intorno ad esso? Questi gli argomenti del convegno ospitato dalla Facoltà di Scienze Politiche dell’Università “Federico II” di Napoli dal titolo Il riutilizzo dei beni confiscati alle organizzazioni criminali: il ruolo dell’economia sociale, organizzato nell’ambito del progetto “Reinventando Forcella”, promosso dal Consorzio Prodoos e dalla Fondazione Con il Sud.

Sono intervenuti: Giovanni Capasso, Agenzia nazionale per i beni confiscati, sede di Napoli; Michele Mosca, docente della Facoltà di Scienze Politiche; Marco Musella, Preside della stessa facoltà; Mario Sicignano, reponsabile del progetto Reinventando Forcella; Giuseppe Narducci, Assessore all  Sicurezza del Comune di Napoli; Franco Malvano, referente regionale per i Beni confiscati e infine Carlo Borgomeo, Presidente della Fondazione Con il Sud.

Presenti anche i responsabili delle cooperative sociali che si occupano di dare nuova vita ai beni confiscati, tra loro: Mirella Letizia, Cooperativa Sociale Eureka; Peppe Pagano, Cooperativa Sociale Agropoli; Simmaco Perillo, Cooperatica sociale Al di là dei sogni; Giuseppe Scagnamiglio, Radio Siani.

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