maurizio sarri e il suo calcio difficile

Il Napoli ha scelto: Maurizio Sarri è il nuovo allenatore azzurro

Sono bastati due soli incontri ad Aurelio De Laurentiis e Maurizio Sarri per mettere nero su bianco: contratto di un anno e opzione per il secondo a 1,5 mln

Erano tanti i nomi per raccogliere l’eredità di Rafa Benitez, il tecnico spagnolo volato a Madrid, sponda Real, lasciando nella bacheca azzurra una coppa Italia e una Supercoppa Italiana. Dal connazionale Emery, fresco vincitore della Europa League con il Siviglia, a Luciano Spalletti, passando per Cesare Prandelli e Sinisa Mihajlovic, sedotto e poi abbandonato al Milan. Ma a spuntarla è stato forse, come in ogni giallo che si rispetti, l’insospettabile per eccellenza. Sarà infatti Maurizio Sarri da Figline Valdarno, ma di padre napoletano (che lavorava all’Italsider di Bagnoli) e tifoso del Napoli, città in cui è nato, per sua stessa ammissione, che non guasta mai, a sedere sulla panchina partenopea la prossima stagione.

 

Maurizio Sarri percepirà 1,5 mln a stagione, con un contratto di un anno più un’opzione per il secondo

Tra l’ex tecnico dell’Empoli e il presidente Aurelio De Laurentiis è stato una specie di amore a prima vista. Il primo incontro venerdì sera all’hotel Vesuvio, il secondo solo 24 ore dopo, per la firma su quel contratto che legherà Sarri al Napoli per un anno e con un’opzione per il secondo. Praticamente la stessa formula utilizzata per Benitez. L’ingaggio che l’allenatore percepirà sarà di 1,5 mln a stagione. Indubbiamente anche un bel risparmio rispetto ai 3,5 che il patron azzurro aveva messo sul piatto per convincere Emery. L’annuncio ufficiale, molto probabilmente, nella giornata di domani.

 

Schemi, velocità, duttilità tattica e tanta umiltà: il calcio di Maurizio Sarri

Ma non è detto che questa sia per forza una scelta di ripiego. O meglio, se pure lo è nella forma, la sostanza potrebbe essere nettamente diversa. Maurizio Sarri è uomo di calcio. Tecnico preparato e competente. Che ha fatto la gavetta, arrivando nella massima serie a 55 anni senza dover dire grazie a nessuno, se non a se stesso. Giocatore di prima categoria, poi allenatore di Sansovino, Sangiovannese, Pescara, Arezzo, Avellino, Alessandria e Perugia. Tanti sacrifici fino alla panchina dell’Empoli in B, con cui ha vinto il campionato cadetto ed è approdato nella massima serie. Lì dove i toscani sono stati riconosciuti da tutti come la squadra che ha espresso il miglior calcio. Fatto di schemi, velocità, passaggi corti e tanta umiltà. Dimostrando anche una duttilità tattica che gli ha consentito di superare un inizio non proprio dei migliori, per poi ottenere una salvezza tranquilla quanto meritata. E’ a lui che il Napoli si affida e da lui che Napoli riparte. In bocca al lupo mister Sarri. Benvenuto. Anzi, bentornato.