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Il Minestrone

Il nuovo editoriale di Roberto Braibanti

Provo spesso in questi giorni a osservare il comportamento di amici, colleghi, parenti su quanto sta avvenendo nel Palazzo della politica italiana.

Leggo qualcuno che va da un prevalente disorientamento sfilacciandosi poi in incredulità, timore, rabbia, schifo, incapacità di saper comprendere i perché ( e sopratutto le vie di uscita) dallo status quo.

Siamo in un brutto momento. Un periodo storico in cui sono venuti al pettine nodi irrisolti di 40 anni di NON politica italiana. In cui si sono sommate scelte economiche sbagliate, sprechi e corruzione, una classe politica indecente ma storicamente supportata e votata da piu generazioni di elettori uguali (se non peggiori) dei loro stessi rappresentanti.

E ovviamente, ciliegina sulla torta ma assolutamente conseguenziale, la crisi economica peggiore di sempre ( insieme a quella del 1929, che ci portò al nazismo e alla guerra mondiale).
La conseguenza di tutto questo, è che crescono i nazionalismi, i risentimenti sociali, l’invidia, i populismi e sopratutto la ricerca “dell’uomo forte”. Già…. di quell’uomo che con soluzioni semplici e decise, facili da capire e comunicare, ci possa portare subito via da questo inferno, in un presente di nuovo radioso.
Pericoloso.

Perché e’ sempre stato così nella storia. Le soluzioni facili NON esistono. La storia ci ha dimostrato, con costanza, che tutto questo di solito porta ad autoritarismi, a repressioni e quindi spesso a disordini gravi o guerre.
La “cultura” italiana ed internazionale ( inascoltata e spesso derisa) da un po’ avverte tutti Noi sui rischi che corriamo un po’ ovunque: dalla fascista Le Pen in Francia, passando per i nazisti di Alba Dorata in Grecia o in Bulgaria, Ungheria, Russia, Austria, Finlandia ( ricordate tutti la strage di 100 giovani attivisti democratici da parte del nazista Anders Behring Breivik ) e Svezia , fino a Grillo e la sua strana ” pattuglia” di deputati/ elettori.

Strana dicevo, perché, come ci diceva Augias recentemente, ha in se, in una parte importante del suo elettorato/ rappresentanti parlamentari, i comportamenti, gli atteggiamenti, l’insofferenza alle critiche, la pochezza culturale e sopratutto la linea politica e la tendenza al ” pensiero unico”. Caratteristiche che sono tipicamente storiche del fascismo.

Solo che molti di loro ( non a caso ” scelti” ) NON se ne rendono conto, sono dei fascisti a ” loro insaputa”…….
Ovviamente tutto ciò avviene, come scrivevo, per la mancanza di risposte di una classe politica che prova faticosamente a rinnovarsi, ma con un inadeguatezza che é figlia di troppa ruggine nei meccanismi democratici.

Troppa autoreferenzialità, egoismi, rendita di posizione, inadeguatezza , incapacità di “leggere” il presente e sopratutto di pianificare il futuro, sopravvive nei partiti italiani (ma anche stranieri).
La classe dirigente Vecchia (non solo anagraficamente…) tende a soffocare i tanti meritevoli , per dinamismo intellettuale e culturale, che spingono dal basso ,per un inutile tentativo di autoconservazione.

E così, tra inconcludenza politica e una miseria prepotentemente in aumento, si genera un risentimento tra i cittadini, che, persi tra urla, grida, accuse reciproche, insulti che vengono dalla tv ogni giorno, si perdono nella loro incapacità di fare analisi, di costruirsi un idea propria, fatta di approfondimento….
E così il minestrone sociopolitico italiano continua a bollire, insieme a molti altri europei.

E in un mondo cosi’ pieno di tensioni, dal medioriente, all’Iran ,fin dentro le ex province russe sia Ucraine che Cecene o all’irrisolta questione africana col suo corredo di immigrazione clandestina quasi biblica, tutto questo ritengo sia un innesco fin troppo pericoloso. Ingredienti di un minestrone in un calderone da sabba, dove non si riconoscono le streghe ed i demoni.
Mi auguro che quel minestrone non ci risulti troppo indigesto.

di Roberto Braibanti

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