Il caso Forti: innocente o colpevole? Terza puntata

Intervista esclusiva a Roberto Fodde

Terza puntata: il peso della menzogna

L’intervista con Roberto Fodde si arricchisce di nuovi eccezionali spunti. La eco di un caso internazionale di enorme interesse mediatico diventa più forte. Da Miami ci si trova in un battito di ciglia a Ibiza, l’isola degli eccessi. È li che si sviluppa quello che si rivelerà uno dei capitoli più importanti dell’inquietante storia di Chico Forti, il campione di wind surf, divenuto imprenditore e condannato all’ergastolo come istigatore di un delitto, pur senza prove, pur senza un movente, pur senza lo straccio di un testimone. È a Ibiza che l’italiano dimenticato dalla sua Patria cercherà di acquistare il Pike Hotel, ignaro di essersi trovato coinvolto in un ignobile raggiro, orchestrato da persone che lui credeva amiche. Con ineccepibile limpidezza Fodde chiarisce le ragioni di una truffa.

Emergono scabrosi particolari sulla vita degli attori che hanno diretto le fila di una farsa. La vendita del Pike Hotel definita dallo stesso Antony Pike un la vendita di un “elefante bianco”, la polizia di Miami che mente a Chico in più momenti, instillando in lui un oscuro e lacerante terrore, così come l’arringa del Pubblico Ministero, che distorce la realtà agli occhi della giuria popolare con abile cinismo e infine la menzogna di Chico, che se pur ritrattata nell’arco di 24 ore, lo condannerà.

In un crescendo di emozioni la chiacchierata verrà interrotta dallo squillo di un telefono. Il pathos diverrà tenue tensione per poi tramutarsi rapidamente in grande sorpresa. Dall’altra parte del telefono, nell’affollata e rumorosa sala mensa di un carcere, una persona rinuncia al suo pranzo, pur di sentire una voce amica e noi siamo li, ansiosi di sapere se riusciremo o meno, a parlare con lui.

Paolo Izzo

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