III municipalità: gli spazzini sono dei fannulloni

La denuncia di Vincenzo Rapone, vice presidente della Municipalità Stella San Carlo all’Arena: “I cittadini pagano la Tarsu, gli spazzini non lavorano”

L’emergenza rifiuti nella III municipalità torna a far parlare. Dopo le denunce degli scorsi giorni, quando i cittadini avevano denunciato lo stato pietoso in cui si trovavano le strade della municipalità stavolta anche dal parlamentino di via Lieti si leva la voce di protesta. Ad “alzare la voce” è, stavolta, Vincenzo Rapone, vice presidente della municipalità che ha denunciato le carenze nella gestione del personale Asìa. Personale che, bisogna ricordarlo, è gravemente sottodimensionato e non riesce a garantire le esigenze di spazzamento in tutta la città di Napoli.

Rapone: “I cittadini dovrebbero scendere in piazza per un servizio pagato e mai ricevuto”

“Invito i cittadini a scendere in piazza – recita una nota diffusa dal vice presidente Rapone – e a protestare per un servizio regolarmente pagato e mai veramente avuto. Le strade del quartiere sono ingombre di rifiuti di ogni tipo – continua la nota – e in determinate zone dove sarebbe necessario spazzare i rifiuti almeno due volte a settimana gli spazzini non si vedono mai”. Naturalmente l’inciviltà di pochi si riflette sulla scarsa qualità di un servizio fornito a tutti. Alle carenze ormai storiche di Asìa si accoppia l’inciviltà dei residenti che sono soliti depositare i rifiuti fuori orario e senza tenere conto dei dettami della raccolta differenziata.

Il problema dei rifiuti è generalizzato sul tutto il territorio, la municipalità è impotente

“Il problema non riguarda solo i Colli Aminei e Capodimonte – attacca Rapone – ma è particolarmente sentito in tutta la municipalità. Ai Vergini, al rione Sanità, a via Santa Teresa degli scalzi sono tanti i cumuli di rifiuti che stanno crescendo. Da tempo – denuncia – i dirigenti di Asìa non ci rispondono nemmeno più al telefono. Purtroppo senza l’aiuto degli organi preposti e del comune di Napoli la municipalità può fare ben poco”