I Trasporti in svendita…cui prodest

Editoriale di Tonino Scala

di Tonino Scala

Sfascio Circumvesuviana, fermi 3 treni su 4, treni sul binario morto soltanto 34 partenze su 144 e avanzano i privati come volevasi dimostrare: sfasciare un servizio che funzionava per regalarlo agli amici degli amici. Grazie Caldoro & co.

E’ il trasporto pubblico il segno del fallimento della giunta Caldoro. Quello che era stato il fiore all’occhiello di Bassolino e dell’assessore Cascetta è diventato il rompicapo del centrodestra rischiando seriamente di lasciare a piedi non solo i pendolari, ma un’intera regione bloccata da una logica del taglio indiscriminato. Così, mentre il settore è al collasso, dalle istituzioni giungono solo proclami. Da un lato annunci, dall’altro aumenta il disagio che vivono quotidianamente gli utenti, i lavoratori, gli studenti, i tanti pendolari.
Come se non bastasse è prevista la chiusura di numerosi servizi tra cui quelli della Ferrovia Alifana con la riduzione delle corse dell’ EAV spa senza produrre un efficientamento della gestione. Questa situazione preoccupa non poco gli utenti dell’alto casertano così come quelli dell’area flegrea e vesuviana per i gravi disagi determinati dalle scelte dell’Eav.

Fino a qualche anno fa si giocava a nascondino dietro ai tagli nazionali, lo sport preferito dalla politica campana era ed è lo scaricabarile, il rimpallo delle responsabilità. Sia durante la gestione del centrodestra che con l’avvento dei tecnici i tagli hanno penalizzato pesantemente la Campania. La Regione ha perso il 40 per cento dei fondi rispetto al 2011, passando da un contributo di 286 a 174 milioni di euro (decurtazione netta di 144 milioni). Nel 2013 le aziende del trasporto pubblico campano, circa 140 tra realtà pubbliche e private, perderanno altri 50 milioni di euro. A questo va aggiunta la politica del rigore che ha distrutto tutto ciò che c’era da distruggere: sanità, trasporti, welfare e chi più ne ha più ne metta.
Il fallimento dell’EavBus e quello imminente dell’Ente Autonomo Volturno sono la prova del nove che la Regione ha fallito annullando il diritto alla mobilità dei cittadini. A questo va aggiunto l’agitazione dei lavoratori per non ricevere nonostante il lavoro svolto lo stipendio, i treni, in particolar modo della Circumvesuviana, bloccati perché non ci sono i soldi per la manutenzione, la normale inquietudine che blocca le città, da parte di chi non ha più lavoro o che lo sta perdendo in autunno caldo partenopeo che stenta a vedere una via d’uscita.

L’ultimo lampo di genio è la privatizzazione. Qui dove si è privatizzato tutto con risultati sotto gli occhi di tutti, Gori docet, si pensa di privatizzare anche il trasporto. Se non si fa partire in tempi brevissimi il piano di salvataggio dell’ente autonomo Volturno, l’intero sistema dei trasporti della Campania lascerà tutti a terra.
Il tentativo è quello di svendere anche questo pezzo di patrimonio pubblico? Cui prodest? L’obiettivo è questo? Siamo sulla buona strada. L’unico dato certo in questo marasma è che sono riusciti in un lasso di tempo così breve a riportare il sistema trasporti a come era 100 anni fa. Un bel traguardo raggiunto! E’ ancora possibile un intervento, siamo ancora in tempo, serve solo la volontà politica di non considerare il rigore l’unica strada percorribile.

18 gennaio 2014

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