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I successi di Caldoro per la Regione Campania sono tutti un bluff

Ormai non si contano più il numero di giorni da cui Stefano Caldoro, dal suo Ufficio Stampa, ostenta sicurezza e superiorità nei confronti delle amministrazioni di Centrosinistra correnti e passate. Ma la stragrande maggioranza dei successi rivendicati, dei lustrini, delle medagliette e delle patenti di idoneità che tanto superbamente il Presidente Caldoro va ostentando con orgoglio sul petto, non sono altro che un Bluff.

A dirlo è la Corte dei Conti, la quale, ribaltando quanto precedentemente riferito dal verdetto della Procura contabile, non ha ratificato il rendiconto generale della Regione Campania per l’anno 2012/2013. Il Presidente Ciro Valentino e la relatrice Silvana Di Salvo firmano un vero e proprio atto di accusa e sottolineano quanto dietro il pareggio di bilancio regionale si nascondano talmente tante voci di criticità che il primo non è altro che uno specchietto per le allodole. Più buchi sono emersi dalla borsa della Regione Campania, per non parlare della totale inesistenza dei 3 miliardi di euro di attivo nel Bilancio 2012 e del totale stato di disfacimento dello stato sociale, dei servizi pubblici della Sanità e dei Trasporti, del patrimonio culturale, delle aziende partecipate. Tutti questi problemi rimangono e sono stati esasperati nel 2013. In altre parole i debiti fioccano come la neve in inverno.

Coerentemente con i proclami e i format precedenti, su Twitter, (perché dal vivo sarebbe meno semplice?) Caldoro nega le accuse e le respinge al mittente. La responsabilità è dell’ amministrazione Bassolino che, in base al ragionamento di Caldoro, ha creato dei nodi problematici cosi enormi che la sua presidenza ha potuto fare ben poco; ma allora quali sono i tanto pubblicizzati successi dell’attuale governatore?

La Relazione sulla coesione economica, sociale e territoriale dell’Unione europea definisce il Governo della Regione Campania 2011/12 di pessima qualità,  soprattutto, per servizi pubblici essenziali e i criteri di spesa dei fondi comunitari.

La magistratura contabile smantella il castello di menzogne costruito da Caldoro e denuncia l’indebitamento regionale per la cifra spaventosa di 7 miliardi e 600 milioni, il deficit di bilancio regionale stabilito al 59.2%, la criticità della voce del pareggio di bilancio 2010-2012, il mancato salvataggio della sanità pubblica (la quale è stata fatta pezzi mentre gli standard di qualità si sono abbassati drasticamente), l’incapacità del governo regionale di gestire le sue società. 

Come hanno dichiarato alcuni esponenti di opposti schieramenti politici la Regione ha creato un disastro nei trasporti pubblici, la mancata stabilizzazione e l’aumento dei tributi, lo sfascio della Sanità, il ridestarsi della crisi rifiuti, la dispersione dei fondi europei.

Cosa metterà sul banco dei successi il Presidente Caldoro per farsi rieleggere alle prossime elezioni regionali? La mancanza di candidati alternativi? Non è un po poco?