Humans of Naples

Humans of Naples: venerdì la mostra ufficiale

Humans of Naples in una mostra fotografica ufficiale da non perdere nel cuore della città partenopea.

Dopodomani, 20 marzo 2015 alle ore 19:00, al Kestè Art Bar di Napoli, in Largo San Giovanni Maggiore n. 26/27, si inaugurerà l’attesa mostra fotografica Humans of Naples della giovane promessa napoletana Vincenzo Noletto. Il progetto Humans of Naples nasce dalla esclusiva volontà di quest’ultimo che, dopo quattro anni spesi lavorando in una nota catena di prodotti di elettronica, come addetto alle vendite, si ritrova disoccupato da un giorno all’altro, senza alcuna alternativa immediata con una casa da portare avanti, senza nessuna idea su come vivere in maniera indipendente da quel momento in poi. Un’unica volontà e decisione: fare un viaggio in Irlanda, portando con sé un po’ di soldi e la macchina fotografica, al fine di poter resettare completamente la sua vita e godersi quella quantità enorme di libertà che gli era appena caduta tra le mani. Quella stessa libertà di cui si era privato lavorando tutti giorni tra quattro mura.

La mostra ufficiale Humans of Naples al Kestè Art Bar

Al rientro in Italia pubblica le prime foto raccolte e tra Cork e Dublino su Flickr e si imbatte nel progetto Humans of  New York.
Inizia a pensare che diventare un fotografo è l’unica cosa a cui vorrebbe aspirare. Non ci pensa su due volte Vincenzo ed on the road inizia a scattare foto dei napoletani di Napoli, gli Humans of Naples per l’appunto, per dare un volto alle strade della città che l’ospitava ormai da svariati anni, per presentare al mondo le persone che si incontrano quotidianamente per le strade di Napoli.
Per poter realizzare il progetto, Vincenzo Noletto ha dovuto apportare qualche piccola modifica a Humans of New York, tra cui la creazione di effimere, fugaci, mini interviste tra chi guarda i ritratti che scatta quotidianamente e chi è stato fotografato.  Con la formulazione di quattro domande, insolite, molto personali, che mai nessuno si è sentito rivolgere da uno sconosciuto, il progetto di Noletto coniuga le parole con le immagini e in questo concerto svela la metafisica dei luoghi e di chi li abita.

Queste quattro piccole domande aprono una breccia sulla vita dei soggetti rapiti nell’immagine e fungono da ponte sospeso tra chi guarda e chi e chi è guardato. L’esperienza fotografica on the road di Noletto non ha potuto non essere notata e valorizzata con una promettente Web tv napoletana: RoadtvItalia.

La stessa voglia di aprire prospettive critiche sulla realtà napoletana, se non addirittura di ricercare e trasmettere la verità su Napoli attraverso parole e immagini, si è (con-)fusa con il desiderio alla base del progetto Humans of Naples. Ci auguriamo che il progetto Humans of Naples possa piacervi e coinvolgervi, che le foto possano agire da immagini critiche, da forme di pathos, da soglie quasi catartiche, raccontandovi quella che rimane, in ultima istanza, una irriproducibile città, Napoli, oltre le immagini che di essa si fanno e si diffondono.
Chissà che non siate voi i prossimi Humans of Naples.

Humans of Naples non è una tassonomia ma immagini critiche sulla città

Vincenzo Noletto nasce a Napoli  il 24 maggio del 1988 con molta calma e con cucito addosso uno dei più noti stereotipi che contraddistingue il napoletano: la flemma. Con gli stereotipi non ha mai avuto un buon rapporto, pur essendo per combinazione legato ad uno dei più rappresentativi. Adesso a ventisette anni e possiede la voce giusta per poter spiegare che non è possibile associare un popolo intero ai suoi stereotipi o a ciò che solitamente si dice di esso. Con le sue foto ci restituisce a una delle poche esperienze della soglia, a uno dei pochi riti di passaggio, ancora esistenti nella nostra società. La fotografia, oltre il sonno e la fine della verginità, con Noletto si trasforma in una sorta di battesimo dello sguardo, l’arte di immagini critiche che non rappresentano meramente un oggetto ma lo aprono e con esso ci insegna nuovamente a vedere.

Cosa è la fotografia per la giovane promessa partenopea

Noletto fa della fotografia non uno strumento di verità ma un’esperienza critica e promiscua, dove si fa a pezzi tutto, soprattutto i pregiudizi sulla civiltà partenopea, per poter poi ripartire ricostruendo la città attraverso non le solite immagini dei protagonisti ma dei suoi figuranti, della gente comune, di quelli che gli anglosassoni distinguono solitamente con il termine di peopleNoletto è stufo della napoletanità come un format commerciale, per questo ha deciso di ritornare a vedere, a scattare foto, raccogliendo le testimonianze critiche della sua città. Il resto d’Italia è convinta che i napoletani possono essere esauriti in pizza, pasta e mandolino, Vincenzo proverà a porre in crisi questa convinzione e lo farà non elaborando una tassonomia dei napoletani, ma ogni volta raccogliendo esperienze umane da attraversare.