Giustizia e verità per Ciro Esposito: Napoli si riunisce a piazza Dante per dire basta alle discriminazioni

Alla manifestazione hanno partecipato parenti e amici di Davide Bifolco e diversi gruppi indipendentisti. Lo zio di Ciro Esposito: “Siamo qua per dire basta alla macchina del fango e alle discriminazioni”

Piazza Dante si è trasformata, per un pomeriggio, in piazza Ciro Esposito. Nel cuore di Napoli si sono trovati parenti, amici, ma anche tanti semplici cittadini indignati per la nuova stagione del fango che sembra sia stata inaugurata a nord. Sono intervenuti alla manifestazione indetta dai familiari di Ciro Esposito anche gli amici di Davide Bifolco, giovane diciassettenne morto in circostanze ancora non del tutto chiarite. A completare il mosaico della protesta di piazza diversi gruppi indipendentisti che hanno fatto gran sfoggio di bandiere borboniche e di slogan anti-italiani.

LO ZIO DI CIRO: “MIO NIPOTE UN RAGAZZO ONESTO, A SCAMPIA NON SIAMO TUTTI DELINQUENTI” 

L’intervento di Vincenzo Esposito, zio di Ciro, ha ricalcato l’intervento di martedi quando, in sede di conferenza stampa, ha lanciato un duro attacco al mondo politico romano e a Daniele de Santis, ex ultrà romanista, ex guardaspalle di alcuni calciatori della Roma ed ex uomo di fiducia del sindaco Alemanno. “Mio nipote – dichiara Esposito – era andato allo stadio per vedere una partita. Nello zaino aveva i panini per la colazione, non i coltelli. Siamo qua per dire basta alla campagna che si sta scatenando contro mio nipote, contro Napoli e contro i napoletani. Noi non ci stiamo e diciamo un secco no alle discriminazioni. Io – continua Esposito – guido il motorino con il casco e pago regolarmente l’assicurazione. Hanno accusato i napoletani di non pagare l’assicurazione ma quanti, oggi, si possono permettere di pagare 2000 euro l’anno per un motorino? Un ragazzo di Napoli in ultima classe paga 4 volte in più di un ragazzo milanese nella stessa fascia, questa è discriminazione vera e propria”.

ANTONELLA LEARDI: “CIRO E’ STATO CRESCIUTO CON VALORI SANI, PER QUESTO HA CERCATO DI DIFENDERE IL PULMAN DEI TIFOSI”

Il discorso di Antonella Leardi è di quelli che scuote anche l’animo dei più rudi. Nel suo intervento la mamma di Ciro ha voluto ricordare i valori umani con i quali è stato cresciuto suo figlio e i motivi che l’hanno portato al gesto che gli è poi costato la vita. Un breve cedimento di nervi non ha scosso la fibra di una donna che sta insegnando molto non solo ai napoletani, ma all’Italia intera. Commovente l’abbraccio con i parenti di Davide Bifolco. La signora Leardi li ha esortati ad andare avanti nella loro battaglia di giustizia e verità senza alzare i toni e senza cedere a un facile desiderio di vendetta: “Siamo qui oggi perché noi vogliamo giustizia, non vendetta. Forse qualcuno – dichiara – crede che io mi diverta ad accomparire e ad essere invitata a trasmissioni televisive. Se lo faccio è solo perché ogni volta che parlo di mio figlio mi sembra che lui sia ancora vivo. Lui vive ancora, ed è vivo attraverso tutti i napoletani perbene che oggi sono qui e che hanno dimostrato che Napoli è diversa. Mio figlio è stato educato con valori sani. Se aveva una merendina e c’era un altro bambino la divideva in due, era un generoso ed è per questo che ha tentato di difendere un autobus in cui c’erano donne e bambini. Combatterò – conclude – con le unghie e con i denti per tenere sempre alto l’onore di mio figlio e di questa città”.