D’Amore e d’Arte: Gino Sorbillo

A Napoli, in Via dei Tribunali 31/32 c’è il regno di un’ antica famiglia napoletana, 21 figli e tutti pizzaioli.
Non poteva avere un destino diverso Gino Sorbillo, il giovanissimo titolare di quest’antico esercizio, erede di Luigi fondatore e capostipite dell’antica e unica famiglia che vanta 21 figli pizzaioli, e che danno il nome a tutte le pizze che sono sul menù della Pizzeria Gino Sorbillo.
Gino ha fatto della sua attività uno “scopo” di vita per portare sempre al massimo questa tradizione che va avanti da tre generazioni.
Il successo è dovuto a due elementi sostanziali, materie prime di alta qualità e grande maestria d’esecuzione.
Il locale, quello antico in Via dei Tribunali, per nulla moderno con pietre ai muri, tavoli in marmo e rame dalle forme più incredibili,  ma confortevole e fascinoso, ha come per incanto “fermato il tempo”.
Per Gino vige la regola, il motto: qualità in quantità. Correttezza e cortesia.

L’IMPORTANZA DELLA TRADIZIONE

A tutti i visitatori un sentito benvenuto in un posto “storico” dove si è pizzaioli per tradizione, ma professionisti per scelta.
La pizza è grande al punto da strabordare dal piatto ed è buonissima da essere, dai più, riconosciuta come la più buona di tutta Napoli.
Dal forno, a ritmo pazzesco, una pasta da dieci e lode grazie all’utilizzo del criscito naturale nell’impasto, alla lievitazione perfetta del lievito madre, pizze leggermente più sottili della media e, come detto gigantesche.
Spesso il cornicione, che va ben oltre il diametro del piatto, è spesso se si sceglie quella giusta è imbottito con freschissima ricotta.
Una sorpresa nella sorpresa.
Come il desiderio di Gino, che con tenacia e lavoro è riuscito a restare nella sua Napoli, rispettando la tradizione familiare, dandosi un “tempo e del tempo” perché si porti alta la cultura di una tradizione troppo spesso ridicolizzata. O industrializzata dai franchising.
Da Gino Sorbillo non è così.
Ed oggi, quella che era semplicemente indicata dalla gente del quartiere, come la “quattro Tavoli” o “la pizzeria” è conosciuta come “Pizzeria Gino Sorbillo”.
Non aspettatevi di trovarlo vestito grifatto, a Gino, o seduto alla  cassa.
Lui è vicino al forno, con le sue giacche “da lavoro” rigorosamente bianche e linde. Con il suo nome ricamato, con le mani sempre in pasta, di fianco ai suoi lavoranti, vicino alla centenaria Campana, che suona ad ogni pizza pronta da servire.
Proprio dove è giusto che stia un leader.

PIZZA E CULTURA

E poco più avanti, giusto un paio di numeri civici troviamo il luogo magico di Gino Sorbillo, ” La Casa della Pizza”. 
Un luogo di culto, e magico perché é li che zia Esterina ha lasciato la sua energia e la sua forza napoletana.
Proprio li dove Gino ha posto la sua scrivania di lavoro.
Li dove Gino, accoglie i tanti che giungono. Per confrontarsi, per conoscersi e raccontare.
 Ed è li che nasce e si racconta di questo giovane scugnizzo, che ha reso realtà il suo sogno, che conserva negli occhi quell’emozione e quella semplicità che solo chi ama la propria terra e le sue tradizioni possiede.
Un nome, quello dei pizzaioli Sorbillo, che un giovane quarantenne, figlio e nipote di antichi pizzaioli Napoletani, è riuscito a far arrivare ben oltre la nostra Italia.
Con noi, all’Attico Partenopeo per raccontare e raccontarsi.