gino sorbillo

Gino Sorbillo, il Pizzaiolo Napoletano

Oggi è così. 

Chi mi conosce bene, sa bene, che quando voglio è difficile chiudermi la bocca, ancor meno mozzarmi le dita, per scrivere.

La bomba fatta scoppiare fuori la pizzeria di Gino Sorbillo, dobbiamo sentirla come messa a casa nostra, la sua pizzeria ci appartiene, il suo lavoro e quello delle persone che lavorano con lui è il nostro. Gino è un grande uomo, forte e tenace, rispettose e amante della sua, la nostra città.

Gino Sorbillo, semplicemente “ il Pizzaiolo”, come ama definirsi, anche se le file chilometriche fuori la storica pizzeria di famiglia in via dei Tribunali, tre generazioni di pizzaioli, nel ventre di Napoli, ci fanno capire la sua notorietà. 

Una bomba messa all’esterno dell’attività commerciale per far rumore e impaurire. Chiaro atto intimidatorio, che vale per tutti i commercianti della zona. Gino l’ha dichiarato pubblicamente, anche quando l’ho raggiunto telefonicamente, prima da amica e poi da giornalista, mi ha detto che hanno voluto colpire lui per dare un segnale agli altri commercianti. Come se colpire Gino Sorbillo, rappresentasse la vulnerabilità per tutti. Ma Gino e la sua famiglia hanno sempre detto No, e continueranno a farlo. 

Il suo No, lo ha gridato poco dopo l’attentato, il tempo di verificare che altri, inquilini o vicini alla pizzeria stessero bene, incolumi. L’ha fatto subito, utilizzando i social, il primo mezzo utile che aveva a disposizione denunciando, mettendoci la faccia come fa sempre, per la città,  contro i soprusi, per i migranti, contrastando tutto ciò che in qualche modo può ledere e minare la crescita e il riscatto della nostra città e dei suoi abitanti.

Stanchi di dover chinare la testa, assoggettarsi, o addirittura essere costretti a subire minacce e doversi piegare perdendo ogni dignità. Sono giorni strani questi, giorni di bombe, circa otto in venti giorni, in provincia e in città. Segnale che la camorra, continua a voler affermare la sua supremazia, con le nuove leve che si fanno la guerra per la presa territoriale del racket.

Sembra quasi che all’indomani del rientro di quel Battisti, che con la musica ha ben poco da “spartire”, ci sia un ritorno al passato. Tanti, troppi pronti a voler trovare qualcosa di buono in lui. Al volerlo difenderlo, come se piuttosto che le patrie galere, dovremmo essere pronti a riceverlo nella più attrezzata Beauty Farm, perché alla fine che cosa volete che sia una condanna di solo quattro ergastoli per omicidio? Un assassino rimasto impunito, forse, per volontà di un leader di un partito corrotto. Battisti è stato arrestato, poi rilasciato, poi scappato, poi rifugiato politico, poi latitante e oggi finalmente catturato e rimpatriato in Italia.

Un assassino condannato dalla giustizia ma salvato da quella “buona politica”. Quella stessa buon politica, che innesca i meccanismi di connivenze, la politica dell’andare a braccetto, dei piccoli camorristi, della manovalanza e dei colletti bianchi. Quelli che i capi dei capi, hanno fatto studiare, che oggi ricoprono ruoli importanti e sono seduti su quelle stesse sedie che un tempo erano occupate da scomodi idealisti, che veramente facevano la buona politica, che era per la sola tutela del cittadino, di chi lavorando onestamente dava lavoro, anche agli altri. Senza scendere a compromessi, mettendoci la faccia e andando avanti sempre più forti.

Uomini come Gino Sorbillo, che lavorando professano la politica del lavoro, del riscatto e dell’onestà, questa sconosciuta dote che oggi è divenuta merce rara. Gino Sorbillo nella notte della bomba, ha tranquillizzato e salutato tutti i cittadini che lo amano, i suoi amici e clienti. Lo ha fatto con una foto sui social, con la sua faccia e un foglio tra le mani che diceva solo -“ chiuso per bomba, la pizzeria Gino Sorbillo, riapriamo presto.”- 

Tantissimi hanno condiviso la sua foto, sostenendolo, dal sindaco di Napoli , a registi, attori, personaggi del mondo dello spettacolo, colleghi, scrittori e cittadini, di napoli e altre regioni. Lui ha ringraziato, semplicemente, come ogni giorno con le sue mani bianche di farina e d’onestà è pronto a stendere un numero imprecisato di pizze.

Vai avanti Gino, non sei solo, noi e la nostra città siamo con te e con tutti quelli che ne avranno bisogno. Per loro invidia è la tua pizza, che è una bomba di bontà.

Anna Copertino 

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