Gigi D'Alessio: "Vedere il mio nome associato a operazione antimafia mi produce irritazione assoluta"

Gigi D’Alessio: “Sono stato ingenuo a credere nell’amicizia, ho firmato contratti con troppa facilità”

Gigi D’Alessio, in un’intervista al Fatto Quotidiano, si difende in merito ai problemi giudiziari degli ultimi anni, che lo vedono protagonista

Gigi D’Alessio ha deciso di raccontare, in un’intervista, tutti i problemi giudiziari in cui è coinvolto. Si difende, il cantante napoletano, dalle accuse mosse contro la sua persona negli ultimi anni. Dall’acquisto della Mercedes da mezzo milione di euro al progetto, fallito, di riportare la produzione della Lambretta in Italia, fino ad arrivare all’inchiesta Mafia capitale e la denuncia di alcuni fotografi. “Sono stato ingenuo a credere nell’amicizia, ho firmato contratti con troppa facilità“.

 

Gigi D’Alessio si difende dalle accuse degli ultimi anni

Problemi che tornano a farsi vivi, come quelli risalenti al 2001, quando fu indagato per associazione mafiosa: “Ma sono stato prosciolto dalle accuse. In quel procedimento sono passato da indagato a testimone. Andavo a cantare ai matrimoni e qualcuno di questi poteva essere di qualche boss. A volte non ero neanche pagato”.

In merito alle rate non pagate per l’acquisto di una Mercedes Slr McLaren da 500mila euro, in cantante afferma: “La cosa bella sapete qual è? Non ci ho fatto neanche un giro – spiega al Fatto Quotidiano era un favore ad un amico che poi mi ha ingannato vendendo l’auto due volte”.

E ancora, il progetto di riportare la produzione della Lambretta in Italia con la collaborazione di Giovanni Cottone, afferma: “Era il mio grande sogno, ne parlo per la prima volta – spiega D’Alessio – Volevo dare lavoro ai disoccupati della Campania, il mio obiettivo era assumere le migliaia di lavoratori licenziati. Ma Cottone mi aveva nascosto alcuni ostacoli del business”. Ostacoli che ora si presentano nella restituzione di 3 milioni di euro, in 20 anni, a una banca lombarda.

 

Gigi D’Alessio: il processo per rapina e Mafia Capitale

Ma i problemi per Gigi D’Alessio non si fermano qui. Nel 2007 sottrae, usando la forza, le fotocamere di due paparazzi, scatta la denuncia. “Erano entrati nella mia proprietà all’Olgiata per immortalare gli inizi della mia storia con Anna Tatangelo”. “Li ho risarciti però, dovevo fare un concerto a New York e non potevo avere problemi con la giustizia per gli americani. Ho sbagliato ad alzare le mani. Ero stressato, la mia vita sbattuta su tutti i giornali. Ero stufo”. Ora lo attende la possibilità di subire un processo per rapina, delle fotocamere appunto.

In ultimo, il suo nome spunta nell’inchiesta Mafia Capitale. Sembra, infatti, che Gigi D’Alessio abbia chiesto aiuto a Giovanni De Carlo, uno degli arrestati, a seguito di un furto nella sua villa. Anche qui il cantante si difende: “Non ho mai conosciuto Giovanni De Carlo. Quando l’ho saputo ero a Miami e subito ho pensato che forse ero stato fotografato con lui