Gianni Maddaloni: “Lo sport è legalità”

Il maestro napoletano illustra il suo impegno per Scampia e Napoli

Un faro che illumina e dirada le fitte nebbie che avvolgono il quartiere. La palestra della speranza. La Star Judo Club a Scampia  si configura come avamposto di legalità e strumento di riscatto sociale. Ubicata in viale della Resistenza – la collocazione quasi a significare l’ostinatezza e vigoria agli urti della vita- nelle vicinanze delle Vele.  Sport come modello di vita, per affermarsi e vincere, uscendo dall’opprimente degrado del quotidiano. Promuovere la pratica sportiva tra i giovani a rischio in un tessuto urbano non facile è quanto si prefigge da sempre  Gianni Maddaloni, che da queste parti lo chiamano non casualmente ‘O Maé.  Un tatami nel centro sportivo per allenarsi e ambire a sogni di non fatua gloria. Barcamenandosi tra difficoltà di ogni sorta e provando (riuscendoci) a superare numerose criticità. Con risultati letteralmente prodigiosi in famiglia e tra i suoi numerosi discenti. Collaudata esperienza come indice di garanzia. E tre figli Pino, plurimedagliato e oro olimpico a Sydney nel 2000, nonché membro attivo e convinto dell’associazione Milleculure, Laura sette volte campionessa d’Italia e vice campione del mondo, moglie del pugile Clemente Russo (noto alle cronache come Tatanka), infine Marco  quattro volte Campione d’Italia, in corsa per qualificarsi a Rio 2016. Intervistato dal nostro giornale, Gianni Maddaloni racconta obiettivi da raggiungere e progetti da concretizzare a stretto giro.

Maestro Maddaloni quando inizia la stagione agonistica?

Le cinture nere sono pronte e cariche a gareggiare. Categoria Junior (’94,’95,’96) e Cadetti (’97,’98,’99) scalpitano per iniziare. Giovedì 25 settembre alle ore 16.30 alla Mostra d’Oltremare, padiglione C,  presenteremo la squadra e disveleremo la stagione che verrà. Mentre il campionato prenderà avvio l’8 ottobre presso il PalArgine di Ponticelli. Judo day da non perdere quindi per nessun motivo al mondo. Iniziative prima per coinvolgere il pubblico alle ore 17, poi spazio ai bambini alle ore 18 e la tanto attesa gara alle 19.30”.

Che campionato si aspetta?

“Mi auguro un campionato rivoluzionario nella tradizione. Da ottobre fino a giugno il calendario sarà fitto di impegni. Ogni quindici giorni in una location sempre diversa andranno in scena sul tatami gare entusiasmanti. A contendersi la vittoria cinque squadre di Napoli e della regione Campania, una delle quali si riposerà a turno. Si fronteggeranno sei atleti (cat. 55 kg, 60 kg, 66 kg, 73 kg, 81 kg, 81+ kg): sfide di altissimo livello, che certificano le eccellenze campane in tale disciplina. Un vanto della nostra terra. Oltre alla Star Judo Club parteciperanno la Pomilia Club (guidata da Giovanna Tortora, moglie del presidente Judo Campania Bruno D‘Isanto, supportati da Igea S. Antimo), la Nippon Club di Lello Parlati (affiancati dalle forniture mediche di Giulio Raimo), l’Olimpic Torre del Greco di Sandro Piccirillo (con la vicinanza del ristorante Natan Feudo) e la rappresentativa casertana sotto la direzione tecnica di Arturo Lazzaris”.

Quanto conta il contributo di capitali privati?

“Direi fondamentale, se non vitale, l’impegno e il contributo di capitali privati. Mi permetta di ringraziare il dott. Amedeo Manzo, presidente della Banca di Credito Cooperativo di Napoli e da quest’anno presidente onorario della Star Judo, che ha deciso di sponsorizzare le nostre attività. Un partenariato salutare, un’intesa che va rafforzandosi giorno per giorno. L’istituto di credito, presieduto da Manzo –a mio avviso- recepisce le istanze del territorio e va incontro ai bisogni della gente. Mi sia concesso il paragone calcistico: Manzo come De Laurentiis e Maddaloni come Benitez”.

Avverte lontane le istituzioni o troppo indaffarate in altre questioni?

“Mi sento come un carrarmato senza benzina. Senza i rifornimenti necessari non si può andare avanti tra problemi materiali. Il 70% dei costi coperto dall’impegno sociale ad ampio raggio e il restante 30% da quote associative degli adulti di 20 euro. Non sempre ce la si fa. Lungo il mio cammino ho avuto la fortuna di cingermi di tanti napoletani doc, a partire dal mio angelo custode, l’ex procuratore capo, Giandomenico Lepore, recettivo e sensibile ad ogni questione. Così come l’affetto mostratomi dal Rotary Club Napoli Ovest e dal Rotaract, passando per lo stilista don Mimì e l’Ippodromo di Agnano. Non ultimo, quest’estate, un imprenditore di via Manzoni mi ha gentilmente offerto 150 pasti gratuiti per le necessità del quartiere. Gocce nel mare ma sempre mani generose per chi si trova in condizioni disagiate”.

Quali iniziative pensa di mettere in campo?

“Un dato sul quale riflettere. La palestra a Scampia è frequentata da 400 ragazzini. Tralasciando i genitori che vengono più convintamente da noi. Sei detenuti sono in prova (dalle 9-12 e dalle 16-19) per assistere i bambini ciechi e diversamente abili. Provo ad insegnare ogni martedì ad una classe di 15 ragazzi dell’istituto Virgilio IV, per due ore, le regole attraverso lo sport. Lezioni di vita per non cadere in tunnel senza ritorno. E poi le iniziative per ricordare e commemorare le vittime innocenti Antonio Landieri (6 novembre), Gianluca Cimminiello (nel periodo natalizio) e Maurizio Estate (a maggio). Memoria che va alimentata e mai relegata alla polvere dell’oblio”.

Prossimi obiettivi sportivi?

“Senza dubbio Rio 2016. Manovre di avvicinamento già in atto. Con mio figlio Marco, 73 kg, e i due atleti di 100 kg Mimmo Di Guida e Vincenzo D’Arco”.

Dopo il film di Marco Pontecorvo, interpretato magistralmente da Beppe Fiorello, uscirà anche il libro L’oro di Scampia: quando?

“Il 20 ottobre la presentazione del libro. Colgo l’occasione per invitare la carta stampata, i media e gli operatori della comunicazione. Un tassello utile per continuare a costruire percorsi di legalità, in una città carente di strutture e impianti sportivi. Una mortificazione vedere il PalArgento nel totale abbandono e in condizioni pessime a dir poco. Napoli non merita questo. Avanti allora con le iniziative Milleculure e l’impegno concreto del presidente del Coni Giovanni Malagò”.

Ultima domanda: cos’è lo sport per Gianni Maddaloni e cosa sogna?

“Lo sport è vita e al tempo stesso salvezza. Non un optional ma un diritto per ciascun essere umano. Considero l’attività sportiva innanzitutto educazione e formazione, rispetto delle regole e inclusione sociale. Sport come moltiplicatore di opportunità per tutti. In una città endemicamente afflitta da problemi dell’occupazione. La rabbia agonistica dei nostri giovani si trasformi in voglia di riscatto. Sogno una cittadella dello sport, dove a vincere siano i veri e sani valori”.