Genny a’ carogna: bocciata l’istanza di revoca di custodia cautelare

Al duce delle tifoserie non viene annullata la custodia cautelare e gli arresti domiciliari. Genny a’ arogna non è libero

Il Tribunale del riesame di Roma, durante l’udienza prevista per giovedì 9 ottobre, ha rifiutato l’istanza di revoca della misura restrittiva di custodia cautelare e degli arresti domiciliari fatta dall’avvocato Lorenzo Contucci, difensore di Gennaro De Tommaso, il capo ultras napoletano meglio noto come Genny a’ carogna.

Quest’ultimo in due fogli protocolli auto-biografici si è cimentato nella presentazione di un’ulteriore versione dei fatti, la quale sembrerebbe non aver riscosso lo sperato successo.  «Non sono come mi dipingono», una «carogna», smentendo l’ordinanza del gip Lo Monaco che lo accentò come «colui che si staglia davanti a tutti con gesticolare eloquente di comando e autorità riconosciuta dal seguito. Un ruolo di capo carismatico alle cui direttive tutti si adeguano (…)». «Incede come un comandante in capo che conduce i propri sottoposti impartendo ordini». Inoltre De tommaso contesta tutti e tre i capi di accusa confezionati dall’accusa.

De Tommaso venne arrestato il 22 settembre per le violenze legate alla morte del tifoso napoletano Ciro Esposito, omicidio svoltosi il 3 maggio alla fine della finale di Coppa Italia Fiorentina-Napoli.

Attualmente De Tommaso è indagato dai pubblici ministeri Albamonte e Di Maio per accadimenti estranei al ferimento e all’omicidio di Ciro Esposito, ovvero per gli eventi legati alla copertura della leadership di un manipolo di oltre un centinaio di tifosi e simpatizzanti partenopei che a piazza Mancini, con fumogeni e petardi, fu intento alla pratica di atti di guerriglia urbana contro le tifoserie fiorentine.
Oltre a quest’ultima accusa il cosiddetto “a carogna” deve rispondere di istigazione alla violenza e dell’esposizioni di striscioni criminali con suscritto “Speziale libero” (il catanese accusato dell’omicidio dell’ispettore della Polizia di Stato Raciti Filippo, durante le escalation di violenza nel dopo partita Catania-Palermo 2007).