Galileismo, kantismo e tecnocrazia di Angelo Calemme

Il Sottopalco Caffè Letterario OnTheRoad apre le porte ad Angelo Calemme e al suo volume “Galileismo, kantismo e tecnocrazia”.

Il Sottopalco Caffè Letterario OntheRoad presso il Teatro Bellini di Napoli è palcoscenico di un dibattito interessante dedicato a “Galileismo, kantismo e tecnocrazia. Il ruolo del politico oltre la modernità” (De Frede Editore) il nuovo libro di Angelo Calemme, incentrato sull’eterno dissidio tra politica e tecnocrazia, tra saperi scientifici e coscienza civica. L’evento è moderato come di consueto da Anna Copertino, giornalista di RoadTvItalia, e annovera tra le presenze quella di Diego Rossi, dottore di ricerca in Scienze Filosofiche, quella di Loredana De Vita docente e scrittrice, e quella di Marcella Esposito, responsabile del Marotta&Cafiero Store, partner di RoadTvItalia nel progetto Sottopalco Caffè Letterario OnTheRoad.

Oltre le frontiere della tecnocrazia per un unico popolo europeo

La presentazione inizia con un’introduzione di Anna Copertino incentrata sulla chiave di lettura dell’opera di Calemme, annunziandolo alla nutrita platea di ascoltatori come uno studio ricco e interessante sulla situazione politica attuale, svolto in maniera rigorosa dall’autore che traccia un fil rouge attraverso l’atavico conflitto tra politica e tecnocrazia, prendendo il via dalle concezioni meramente filosofiche dei due fenomeni fino ad arrivare alle rispettive espressioni concrete che trovano nell’Unione Europea o meglio nella sua struttura governativa e nella sua storia politica, una dimensione chiara e definita.

L’Europa della crisi tra politica e tecnocrazia

Calemme  analizza ciò che viene definita “crisi europea”, ossia la situazione politica-economica-sociale in cui versa l’Unione Europea: un insieme eterogeneo di Stati con differenti individualità nazionali che sono state progressivamente “unite”, che vengono gestite attraverso  un regime economico fondato sull’austerità e il rigore e organizzate secondo i dettami della c.d. burocrazia di Bruxelles, caratterizzata da una rigida divisione delle competenze governative tra Consiglio Europeo e Consiglio d’Europa in cui il peso specifico dei singoli Stati-Membri è fortemente influenzato dal loro peso politico.

“Riflettere l’Europa e il politico: unica strada percorribile per risolvere la crisi europea”

Calemme propone dunque una soluzione per contrastare l’ascesa o meglio la discesa della Tecnocrazia: il ritorno della Filosofia attraverso il pensiero politico.

Usando le parole dello studioso bisogna “ritornare a riflettere politicamente l’Europa” e, dunque, il “popolo europeo“, togliendo alla tecnocrazia il posto che ha preso a causa “dell’oscenità del politico”: ovvi i riferimenti all’Italia delle riforme dolorose, della politica dei professori, dei governi composti da tecnici, resisi indispensabili al tramonto della politica e che hanno preso significativa distanza dalle “gestioni” precedenti, soppiantando la politica e la dimensione orizzontale della gestione della “cosa pubblica” con una “dittaturadei saperi, verticalizzante e straniante, costantemente a rischio di derive oligarchiche e antidemocratiche.

Il contributo del dottore di ricerca Diego Rossi su soggettività e autonomia

Dopo l’esauriente disamina di Calemme prende la parola Diego Rossi, che sostiene e conforta l’idea dello scrittore, facendo riferimento anche al ruolo del “popolo”, dei governati: per Rossi il loro essere “soggetti”, ossia ”assoggettati”, ha aumentato la distanza tra essi e i governanti e creando i presupposti per uno squilibrio, un “up&down” consolidato che facilità e agevola l’attecchimento di condotte accentatrici della classe politica.

Loredana De Vita interviene sul concetto di egemonia politica e di identità popolare

Inoltre, come aggiunge poi Loredana De Vita, il problema della crisi del “politico” e dell’Europa deriva soprattutto da un problema di identità, dove l’egemonia culturale di alcune dimensioni nazionali pregiudica e deprime le condizioni di possibilità per un sentimento di appartenenza comune ad un contesto sociale propriamente europeo: un possibile viatico per la soluzione di questa disgregazione può avvenire solo attraverso una comunione di intenti e di obiettivi, sulla base di questi ultimi la formazione di un unico progetto politico, di un’unica identità storica, e da qui una cittadinanza europea, una cittadinanza militante, da sviluppare a partire dalla scuola, di cui la De Vita è rappresentante appassionata e impegnata.

Un evento foriero di spunti espressi attraverso le domande degli astanti, stimolati dalla semplicità delle argomentazioni e dalla grande attualità del tema della serata, un’altra bella esperienza culturale offerta dal Sottopalco Caffè Letterario OnTheRoad.