FINALMENTE CHAMPIONS

di Riccardo Simeone

Il Napoli guadagna il fatidico punto contro l’Inter: 1-1

Dopo tanto sudore, dopo tanto terrore, finalmente il Napoli ce l’ha fatta. Sembrava non potesse arrivare mai questo fatidico punto, la carta d’accesso alla Champions League diretta, senza transitare per quella tremenda lotteria che sono i preliminari (e la Sampdoria ne sa qualcosa).

Già dall’ingresso in campo delle squadre, qualche sospetto che nessuno avesse propositi di guastare la festa c’è stato. Ogni giocatore delle rispettive compagini è entrato sul rettangolo di gioco accompagnati dalla propria amabile prole. Si festeggia prima di cominciare? Anche no.

Il match inizia. Il Napoli sembra partire col piglio giusto, con grande determinazione, aggredendo i dirimpettai nerazzurri. La spinta emotiva, sostenuta dai sessantamila del San Paolo, si affievolisce solo dopo pochi minuti. I palleggiatori dell’Inter prendono a giocare e a far circolare con calma la sfera. Il Napoli va in bambola e gli esperti meneghini si fanno pericolosi. Ci pensa però Samuel Eto’o ad ammutolire gli azzurri. Il suo siluro dai venti metri si incastona dritto nell’angolino, senza che De Sanctis potesse opporgli resistenza. Inter in vantaggio.

La squadra e Mazzarri sono ormai in caduta libera. Senza Cavani, senza il mordente mortifero che ha contraddistinto la compagine partenopea per tutta la stagione. Per fortuna che un pubblico così caloroso difficilmente si trova in giro per il mondo. Una platea che, grazie a una profonda maturazione, trascina i propri beniamini nei momenti di grande criticità. Li sostiene, li incita e li prende per la maglia, spronandoli a non mollare.

Ed ecco che il Napoli riprende a macinare il suo gioco. Nonostante l’assenza di una prima punta fisica, Dossena e Maggio cominciano a bombardare di cross l’area nerazzurra. I pericoli creati sono molti, ma manca sempre la stoccata finale, tipica del Matador assente.

Quando il momento sembra propizio, l’Inter assesta un contropiede fulminante, in cui il tiro di Milito viene deviato da Aronica e sibila il palo alla destra di De Sanctis.

Sul successivo corner, Maicon mira il secondo palo dal limite dell’area, tiro a giro che si stampa sul palo.

Segno del destino? Si. Pochi minuti dopo, allo scoccare del 45′, in seguito ad un’azione rocambolesca, la palla giunge a Zuniga che spinge in rete il gol del pareggio che può valere tutta una stagione. 1-1 e tutti negli spogliatoi.

Il secondo tempo reale dura solo una decina di minuti. Un’occasione per parte. Prima Milito fa fare il miracolo a De Sanctis, poi Zuniga rischia di creare un paradosso spazio-temporale, andando vicino alla doppietta. Da questo momento in poi, iniziano i preparativi alla festa. 35 minuti di melina, nessuna emozione, si sfiora il ridicolo. Ma d’altronde è l’epilogo naturale: ai partenopei basta il pareggio, all’Inter basta un punto per arrivare secondo e non ha nessuna intenzione di rovinare la festa al Napoli e a Napoli.

Dunque, va bene così, 1-1. Tutti felici e contenti, c’è chi avrà storto il naso per lo spettacolo del secondo tempo, ma non se ne abbia a male, il Napoli è terzo matematicamente, è in Champions con l’ausilio e la certezza dei numeri.

Ora è tempo di festeggiare, è tempo di cominciare ad organizzarsi per le serate del martedì e del mercoledì, non più del quasi fastidioso giovedì. Siamo nell’Europa che conta, quella che mancava da 21 anni e tante amarezze fa.

Ora è tempo di bilanci e di guardarsi negli occhi per costruire una squadra che possa fare faville e farsi amare anche al di là delle Alpi.

GRAZIE NAPOLI, GRAZIE RAGAZZI. FINALMENTE CI SIAMO. GRAZIE.

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