Europa League, il Rubin stende l’Inter 2. A Kazan finisce 3-0 per i russi

Nella quinta giornata della fase a gironi di Europa League, l’Inter crolla col Rubin Kazan e perde l’imbattibilità stagionale in Europa.

Con la qualificazione già in tasca, Stramaccioni vara un ampio turnover inserendo anche alcuni giovani della primavera, al debutto stagionale.

Pronti via e il Rubin passa in vantaggio. Sul cross di Kasaev, Juan Jesus cerca di mandare la palla in calcio d’angolo ma coglie invece il palo, per la gioia di Karadeniz che piazza il tap in vincente. Inter sotto dopo appena due minuti. Gli uomini di Stramaccioni però sono bravi a reagire e a fare la partita senza tuttavia creare grandi pericoli alla porta difesa da Ryzhikov.

Il primo tempo infatti non vede grandi occasioni né da parte nerazzurra né da parte russa. Due le azioni più pericolose, al di là del gol. Il tentativo, al 31°, di Dyadyun che stoppa la palla in area e si gira, ma non riesce a colpire il pallone e l’azione di Coutinho al 44°, quando salta due avversari ma si allunga irrimediabilmente la sfera.

Stramaccioni capisce di aver esagerato col turnover e alla ripresa del gioco ricorre subito ad un doppio cambio: Palacio per Livaja e Zanetti per Romanò.

Con gli argentini in campo i nerazzurri si rendono molto più pericolosi. Al 65° Palacio, imbeccato da Ranocchia, colpisce il palo. Al 76° invece è Coutinho-show in area Rubin. Il brasiliano con un doppio sombrero salta due difensori, poi tira debolmente consentendo a Ryzhikov di effettuare una facile parata.

L’Inter sembra avere la possibilità di pareggiare ma all’86° arriva la doccia fredda. Rondon scatta sul filo del fuorigioco, salta Donkor (subentrato a Ranocchia) e piazza il rasoterra vincente. 2-0 e partita chiusa. Rondon si ripete poi al 91°. Karadeniz è bravo a pescare il compagno in area piccola e il numero 99 del Rubin non perdona, piazzando la palla che vale il 3-0.

Rubin che dunque stende l’Inter e conquista il primato del gruppo H con 13 punti. I nerazzurri si fermano invece a quota 10.

                                                                                                                        Francesco Monaco

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