Era uno squalo quello pescato nel golfo

Il biologo Dott. Fabio Siniscalchi fa chiarezza sullo squalo pescato nel golfo di Napoli

di Redazione

Dopo il grande clamore delle foto apparse su internet di uno squalo catturato e portato sul molo del porto del Granatello a Portici abbiamo provato a mettere un po’ di ordine chiedendo maggiori informazioni a Fabio Siniscalchi, biologo, velista e subacqueo professionista, nonché presidente e fondatore di OCEANUS a cui abbiamo chiesto di visionare le foto che hanno fatto il giro del web.

Quello che è finito sulla banchina del porto di Portici ha tutta l’aria di uno squalo volpe, Alopias vulpinus, anche se le foto non ritraggono la pinna caudale dalla quale è facile identificare questo animale e a cui si deve proprio il nome di squalo volpe. E’ un animale tutt’altro che raro, lo stesso fatto che buona parte delle regioni italiane, che si affacciano sul mare, lo identificano con diversi nomi dialettali testimonia la sua presenza lungo buona parte delle nostre coste.

A Napoli è detto pesce pavone, a Genova, Roma, Catania pesce ratto, a Palermo addirittura surci m’periali, a Livorno, Venezia, Messina, Taranto pesce bandiera. E in questi giorni è proprio la sovrapposizione del nome scientifico a quello dialettale che ha creato enorme confusione” – continua il dottor Siniscalchi – “Pesce pavone, Squalo Volpe, Alopias vulpinus, sono lo stesso animale. Ripeto, nessuna delle foto che hanno fatto il giro delle redazioni riprendeva per intero la sagoma dello squalo, in particolare non era visibile la grossa coda che avrebbe reso più facile il compito di identificare l’animale come un vero e proprio squalo. Uno squalo che per la quasi totalità (fino al 97%) della sua dieta si nutre di piccoli pesci ossei pelagici gregari, come aringhe, sgombri, aguglie, pesci serra e pesci lanterna di cui segue le rotte pelagiche.

“Di tanto in tanto tuttavia gli squali volpe si cibano anche di prede di maggiori dimensioni, come calamari e altri invertebrati pelagici, in caso di particolare abbondanza di queste prede lo squalo può avvicinarsi di più alla costa. Non è quindi uno squalo da ritenere pericoloso per l’uomo, anzi, come spesso accade, -specifica il biologo – è esattamente il contrario! Lo squalo volpe è ritenuto “specie vulnerabile” dall’IUCN, la lista che segnala le specie in pericolo.”

Le caratteristiche dello squalo pescato sono il dorso generalmente nero-verdastro, mentre il ventre e la base dei fianchi sono bianchi. La pelle si presenta meno ruvida di quella degli altri Squali. Gli Squali volpe sono ovovivipari e i piccoli misurano alla nascita già circa 1,5 metri. Presenta carattere solitario ed accetta di condividere la compagnia di un suo simile solo in caso di attacco ad un branco di pesce abbondante. Lo Squalo volpe usa la sua lunga coda per tramortire le prede e poi ingerirle con calma. Infatti capita spesso che il pesce venga allamato di coda proprio per questa sua caratteristica. Lo Squalo volpe raggiunge dimensioni di tutto rispetto, in alcuni casi può superare i 7 m di lunghezza, nel mediterraneo può arrivare a pesare tra i  200 ed i 400 Kg di peso

Considerando anche il recente avvistamento di delfini ­che nuotano sotto costa, nelle acque antistanti l’ex Italsider di Bagnoli – avvistamento documentato dallo stesso Fabio Siniscalchi – questa è senz’altro una notizia interessante dal punto di vista della biodiversità delle acque del Golfo di Napoli che testimonia la straordinaria ricchezza di un mare che seppur compromesso rivendica il suo spazio.

2 gennaio 2014

 

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