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Emergenza botti di Capodanno: oltre 170 persone ricoverate

Il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, ha realizzato un dossier sulla follia che ha imperversato.

Anche il passaggio dal 2018 al 2019 è stato tristemente segnato dai feriti per le esplosioni dei botti di Capodanno in tutta Italia.

Botti di Capodanno | “Quella dei danni derivanti dall’uso di fuochi pirotecnici illegali è un’emergenza nazionale, come dimostrano i dati sui feriti e sui danni riportati a cavallo tra il 2018 e il 2019. Non solo Napoli, dunque dove il numero dei feriti è ancora in lieve calo, ma da Milano a Matera, passando per molte delle città italiane il tributo pagato in termini di feriti è stato anche quest’anno salato con oltre 170 persone ricoverate. E’ necessario che il Parlamento valuti l’adozione di nuove norme relative alla vendita, alla detenzione e all’uso dei fuochi pirotecnici per porre fine a questi assurdi bollettini di guerra”. Lo ha dichiarato il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli che ha realizzato un dossier sulla follia di Capodanno.

Esplosioni e roghi a Napoli e provincia

“A Napoli e provincia anche quest’anno l’inciviltà ha prevalso con l’uso irresponsabile e sconsiderato di fuochi illegali e di lanterne cinesi – ha proseguito Borrelli – che in diverse parti della città hanno causato veri e propri roghi, danneggiando, aree verdi, cassonetti della raccolta differenziata, alberi , autovetture e infissi delle abitazioni. A corso Secondigliano hanno preso fuoco i cassonetti e una delle palme lì presenti; ai Ponti Rossi e al corsa San Giovanni danneggiati numerosi bidoni per i rifiuti; sul Lungomare le lanterne cinesi, vietate per la loro pericolosità, hanno innescato roghi lungo la scogliera; fuochi hanno danneggiato anche il cantiere dello stadio Collana al Vomero. Una vera vergogna che, purtroppo, sarà pagata dai cittadini che si troveranno ad avere forti disagi, e a pagare con denaro pubblico l’acquisto dei nuovi cassonetti. Per non parlare del terribile impatto sulla salute con livelli altissimi di diossina sprigionata in seguito agli incendi”.

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