Elezioni forensi: a Napoli ammessi tutti i candidati

Elezioni: via libera a tutti i candidati. A Napoli monta la polemica sugli “ineleggibili”.

Elezioni forensi: cosa sta accadendo in Italia

Momenti turbolenti per la classe forense italiana e, in particolare, per quella napoletana. Tutto nasce poco prima di Natale quando la Corte di Cassazione a Sezione Unite ha dichiarato ineleggibili nei Consigli degli ordini forensi gli avvocati in carica per due mandati consecutivi. Una decisione che, inevitabilmente, ha diviso gli avvocati chiamati a rinnovare il loro ordine. In molti hanno iniziato già da qualche settimana a trovare dei cavilli in questo verdetto. Ed infatti, molti giuristi hanno sostenuto che la sentenza della Cassazione non sia chiara poiché non preclude la possibilità di candidarsi a quegli avvocati che erano stati eletti due volte di seguito ma che non avevano completato per intero i mandati. In via precauzionale molti Consigli dell’ ordine in Italia hanno deciso di rimandare le elezioni. Alcuni esempi. A Torre Annunziata il Consiglio dell’Ordine uscente, guidato dal plurimandatario Gennaro Torrese ha deciso di rimandare il voto poichè 14 candidati sono ineleggibili ma, nessuno di questi, si è ritirato a fronte della sentenza della Cassazione. Identica situazione per  il Consiglio dell’Ordine di Lecce, guidato dal presidente Roberta Altavilla, ma con una motivazione diversa. «In un clima di incertezza normativa e accogliendo la richiesta di numerosi colleghi, abbiamo ritenuto di differire a data da destinarsi le elezioni in attesa che il decreto sciolga ogni dubbio. Non si può infatti votare con il timore di ricorsi elettorali che turberebbero la serenità del Foro, divenendo così ostacolo per il regolare svolgimento delle attività del Consiglio. Anche altri consigli hanno rinviato le elezioni per le medesime ragioni», ha spiegato Altavilla. Per «motivi di opportunità» è stato rinviato anche l’appuntamento elettorale a Vibo Valentia: il Consiglio dell’Ordine, guidato da Giuseppe Altieri, ha deciso a maggioranza di sospendere le operazioni, convocando per il prossimo mese di febbraio una nuova riunione per successive determinazioni.

Elezioni forensi: A Napoli elezioni confermate e candidati ammessi

La questione dell’eleggibilità dei candidati che hanno svolto due mandati consecutivi, stabilita dal decreto legge del governo in linea con il principio sancito dalla legge del 2017 firmata dall’ex parlamentare e giurista Ciro Falanga nonché dalla pronuncia della Corte di Cassazione a Sezioni Unite di dicembre ha scatenato un intenso dibattito nel foro napoletano, da sempre culla del diritto e di idee.
Grande eco hanno avuto le dichiarazioni rilasciate dall’ Avvocato penalista Barbara Berardi che ha deciso di uscire dalla lista «Evoluzione forense», in disaccordo con il presidente Rossi sul confermare la sua candidatura. Tale gesto ha avuto molto clamore e molti esponenti del foro partenopeo come gli Avvocati Gennaro De Falco, Giuseppe Riccio, Salvatore Lucignano, Massimo Di Palma Caccioppoli e tantissimi altri hanno appoggiato questa linea. Nondimeno altra voce contraria sulla questione della candidabilità degli ineleggibili è quella dell’ Avv. Mario Papa, in passato presidente nazionale Aiga, che si dice «meravigliato per il silenzio assordante delle grandi figure del mondo forense campano, di fronte al tentativo di sovvertire dei principi di civiltà ribaditi di recente dal supremo organo giudicante. Insomma – aggiunge – chi ha fatto due mandati consecutivi non può stare lì ad usare il pallottoliere, ma deve fare un passo indietro e lasciare spazio agli altri». Sulla stessa scia anche gli Avvocati penalisti Arturo Frojo e Giuseppe Vitiello che, in rispetto della sentenza della Cassazione, hanno deciso di fare un passo indietro ritirando la loro candidatura.
Questa situazione di incertezza però è stata spazzata via. La linea del Sindacato forense di Napoli  di posticipare le elezioni per risolvere i problemi inerenti ai candidati ineleggibili, evitando che successivamente venisse impugnato l’esito delle elezioni stesse, non è stata accolta. Il Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Napoli, infatti, ha confermato che vi saranno le elezioni dal 28 gennaio al 2 febbraio in cui circa 12mila Avvocati penalisti e civilisti in regola con le quote di iscrizione saranno chiamati a esprimere la loro preferenza tra i 108 aspiranti consiglieri.
Tale decisione poggia le  basi dal deposito della sentenza del Consiglio Nazionale Forense che ha accolto il ricorso dell’Avvocato Di Tosto, escluso dalle liste elettorali dell’Ordine di Roma. La vicenda è analoga a quella dei colleghi napoletani tra cui il presidente Maurizio Bianco, l’ Avv. Armando Rossi, l’ Avv. Salvatore Impradice, l’ avv. Roberto Fiore e l’ Avv. Vincenzo Pecorella che non hanno mai avuto l’ intenzione di ritirare la loro candidatura. La loro posizione sul punto fa leva  sull’ articolo tre, comma 4, legge 113/17 che afferma sul tema: «dei mandati inferiori ai due anni non si tiene conto». Un principio al quale fanno riferimento diversi candidati che ripropongono la propria candidatura, dal momento che a Napoli si è votato meno di due anni fa. Sul punto il consigliere Alfredo Sorge, candidato nella lista «Evoluzione forense», ha precisato: «Nel caso di Armando Rossi, a mio parere, non vi sono problemi di interpretazione della legge, in quanto, prima di ogni cosa, sussiste il dato di diritto positivo, ovvero il testo della legge, che non può mai essere sovvertito da qualsivoglia interpretazione. Ragion per cui, semplicemente applicando la legge esistente, Armando Rossi, che non ha effettuato due mandati biennali ostativi, è perfettamente eleggibile. Rossi ha fatto un primo mandato 2010/2011 inferiore ai due anni, sia pure di poco, che non si considera ai sensi dell’articolo 3 comma 4 legge 113/17. Un secondo mandato 2012/2013 che è stato prorogato per legge, mentre il mandato in corso 2017/2018 pure non si considera perché di durata inferiore ai due anni ».
Il CNF, di fatto, ha così motivato l’accoglimento del ricorso che lascia strada libera a quanti non hanno effettivamente ricoperto due mandati di durata pari al almeno due anni consecutivi rispetto alla odierna candidatura: “l’articolo 3, c.3 e 4 n.113/2017 come interpretati in via autentica del decreto legge 2/2019 impongono di considerare ai fini del divieto i mandati svolti anche solo in parte, prima della entrata in vigore della legge 247. Anche a voler ammettere, con le difese dei controinteressati, che la durata dei mandati si computi dal giorno dell’insediamento fino al giorno del successivo insediamento del Consiglio dell’Ordine neoeletto, e non già alla scadenza legale dell’organo, in base alle risultanze del verbale della Commissione elettorale, non risulterebbero comunque espletati i mandati computabili ai fini del divieto previsto dall’articolo 3, commi 3 e 4 della legge n.113/2017 come interpretati dall’articolo 1 del decreto legge n.2/2019»

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