Eletti i presidenti dei rami del Parlamento, Laura Boldrini alla Camera e Piero Grasso al Senato

Seconda e proficua giornata di votazioni per i presidenti delle Camere, gli eletti entrambi del centrosinistra

In mattinata è arrivata finalmente la seduta decisiva che ha eletto la deputata Laura Boldrini di Sel presidente della Camera dei Deputati. Il Pd stamattina aveva spiazzato tutti indicando subito due suoi candidati per entrambi i rami, la sorpresa è stata proprio la proposta di quella che sarebbe poi diventata il terzo presidente donna dopo Nilde Iotti e Irene Pivetti. La Boldrini ha ricevuto 327 voti (meno in realtà della coalizione di centrosinistra, di 340 voti) su 618 votanti. Il M5s ha votato di nuovo Fico che è risultato secondo con 108 voti, 1 in meno del blocco grillino.

Impegnata molto per i rifugiati, ha speso una vita intera per i diritti dei più deboli. Alcuni punti forti del suo curriculum sono l’essere stata portavoce dell’Unhcr, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, che aiuta ben 50 milioni di persone in tutti il mondo. Famiglia Cristiana la elesse nel 2009 “Italiano dell’anno” per il suo impegno in questo campo. Nel discorso di insediamento ha sottolineato questa esperienza dicendo che la metterà al servizio dei più deboli, soprattutto nella difesa dei diritti delle donne, che gli è valsa la “standing ovation” tra i banchi di M5s , Pd e Sel. Interrotta comunque una ventina di volte dagli applausi quasi unanimi, come di prassi dell’aula.

Al Senato invece il ballottaggio, come da regolamento, che vedeva contrapporsi Renato Schifani del Pdl e Piero Grasso, appena eletto nel Pd, ha visto quest’ultimo come trionfatore, con 137 voti contro 117 andati al presidente uscente. Decisivi le astensioni dei senatori di Scelta Civica e di circa 12 voti arrivati dal M5s, che aveva deciso nell’ultima riunione prima del voto “libertà di coscienza” di fronte a questa specifica modalità di voto, anche se alcuni esponenti hanno tenuto a precisare che non vi sia stato nessun ok indiretto a un eventuale governo con il Pd.

Piero Grasso, ex procuratore nazionale dell’Antimafia, nel suo primo discorso ha ricordato che oggi era l’anniversario della strage di Via Fani dove fu rapito Aldo Moro e uccisi tutti gli uomini della sua scorta nel 1978. Ha preso un impegno diretto per la creazione di una commissione parlamentare che faccia luce su tutte le stragi di mafia ancora impunite. Con riferimento alla Costituente del 46′, Grasso ha tenuto a precisare che una soluzione per il Paese potrebbe essere proprio muoversi con lo stesso spirito di quei Padri Costituenti, uniti nel momento del bisogno per la creazione della Repubblica. Ha citato anche le quattro Virtù civiche (giustizia, diritto, fortezza e concordia) che pendono affrescate dal soffitto dell’aula di Palazzo Madama.

Il Pdl è l’unico a tuonare tramite Maurizio Gasparri, il quale se la prende con i senatori di Scelta Civica, che si sono chiaramente astenuti proprio per favorire il senatore del Pd, violando a suo dire la segretezza del voto. Parole di risentimento forse perché entrambe le Camere sono andate al centrosinistra?

Ora occhi puntati sulle Consultazioni al Colle, dove Napolitano incomincerà le discussioni con tutte le forze politiche Parlamentari alla ricerca di una possibile maggioranza che possa guidare il Paese. La partita, ben più decisiva  e politica, inizierà intorno al 20 marzo.

Giancarlo Manzi

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