Edoardo Bennato: “Vi racconto il mio rock che nasce dal disagio (di Napoli)”

Il cantautore è intervenuto al convegno “La musica è un bene comune” d’apertura al primo guitar show in Italia

La musica è necessaria alla vita, può cambiarla, migliorarla e in alcuni casi può addirittura salvarla”. Proprio attraverso le parole di Claudio Abbado, varcando le porte della Mostra D’Oltremare lo scorso week-end si respirava aria di musica, di vita nuova: “Second Hands Guitar” e “Ritmi show” hanno fatto da colonna sonora a questo fine settimana. Ad aprire l’evento il convegno “La musica è un bene comune”  al quale sono intervenuti numerosi ospiti tra cui il musicista Fausto Mesolella musicista degli Avion Travel, l’impresario David Zard, e uno scatenato Edoardo Bennato che si è lasciato andare ad una serie di dichiarazioni sulla città e sul mondo della musica, raccontando aneddoti della sua carriera e sulla sua vita a Napoli, dalla quale l’artista nonostante la popolarità e il successo raggiunto non ha mai voluto allontanarsi.

“Napoli? Città più bella del mondo ma un inferno per chi organizza eventi”

Sembrava quasi intimorito dal microfono, ma dopo essere stato acclamato dal pubblico, eccolo, più rock che mai a intonare le note de “La chitarra”: “Lei mi è apparsa all’improvviso e ho avuto un tuffo al cuore/ silenziosa e luccicante come una visione/ così vera e provocante dietro la vetrina/ non l’avevo vista mai così vicina” come apertura di una lunga conversazione con i presenti. Bennato racconta così il suo amore per lo strumento più corteggiato e suonato al mondo. L’artista ha  spiegato le difficoltà che un impresario o chi organizza eventi musicali affronta, soprattutto in una città difficile come Napoli: “il rock nasce dal disagio, dai contrasti sociali, chi fa musica a Napoli deve considerarsi un eroe“. E chi meglio poteva raccontare le difficoltà della musica, se non lui, Edoardo Bennato, figlio di un operaio dell’Italsider, nato e cresciuto a Bagnoli, un quartiere di periferia, che si è fatto strada da solo in un mondo e in una città così complicati? Un mondo, quello della musica, in cui tutto è opinabile, in cui non ci sono regole, a differenza dello sport, e soprattutto dove non è importante tanto essere quanto apparire. Un mondo in cui la possibilità di fare carriera dipende dalla pubblicità dei media. E lui ne sa qualcosa: gli inizi della sua carriera non sono stati facili, infatti, come lui stesso ha raccontato, fu osteggiato da alcuni giornalisti. Emergere non fu semplice.

David Zard: “La musica è la colonna sonora delle rivoluzioni”

Lo stesso vale per l’impresario David Zard, che, nel corso del convegno “La musica è un bene comune”, si è chiesto: “Perché la cultura musicale è sempre stata osteggiata e oltraggiata?”. La sua risposta, fonte di anni di esperienza, è stata: “Forse perché la  musica è la colonna sonora delle rivoluzioni”. Un chiaro riferimento alle innumerevoli difficoltà a cui ha dovuto far fronte nel corso della sua carriera per ottenere gli spazi per gli eventi rock. Ma, il messaggio che vuole lanciare il convegno è che la musica è un valore per la società ed è compito di ciascuno tutelarla, in tutti gli ambiti. Affinché ognuno possa ricevere la giusta educazione musicale  è opportuno ricreare e rendere accessibili a tutti eventi come “SHG” e “Ritmi Show”.