Le donne indiane costrette a togliersi l’utero per poter continuare a lavorare

Negli ultimi tre anni, secondo quanto rivelato dai media indiani, nello stato occidentale del Maharashtra, migliaia di giovani donne sono state sottoposte a procedure chirurgiche per rimuovere l’utero

Negli ultimi tre anni, secondo quanto rivelato dai media indiani, nello stato occidentale del Maharashtra, migliaia di giovani donne sono state sottoposte a procedure chirurgiche per rimuovere l’utero

La notizia è stata rilasciata dalla BBC solo pochi mesi fa. Per poter mantenere il proprio lavoro, per non essere allontanate dalle piantagioni di canna da zucchero, le donne indiane si sottopongono a isterectomia, come riportato dal Messaggero. Le mestruazioni sono infatti considerate un problema da risolvere. I dolori che arrivano durante questo periodo, non sempre consentono alle donne di poter lavorare, soprattutto in condizioni igieniche disumane. L’asportazione dell’utero permette così loro di non essere allontanate dai campi, e continuare la raccolta.

 

L’asportazione dell’utero per poter continuare a lavorare

L’isterectomia, è una pratica che, come riporta ancora Il Messaggero, viene consigliata dagli stessi medici. Ogni anno, decine di migliaia di famiglie povere dei distretti di Beed, Osmanabad, Sangli e Solapur migrano verso i più ricchi distretti occidentali dello stato, per lavorare per sei mesi nei campi di canna da zucchero. Negli ultimi tre anni, secondo quanto rivelato dai media indiani, nello stato occidentale del Maharashtra, migliaia di giovani donne sono state sottoposte a procedure chirurgiche per rimuovere l’utero. E, in un numero considerevole di casi, la decisione è stata presa in modo da poter lavorare come raccoglitrici di canna da zucchero.

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