Divorzio breve: è legge, cosa cambia dopo il sì della Camera?

Divorzio breve: è legge, cosa cambia dopo il sì della Camera?

Mercoledì 22 aprile la Camera ha approvato definitivamente il disegno di legge che introduce in Italia il cosiddetto divorzio breve. Che cosa cambia?

Il divorzio breve è legge. L’Assemblea della Camera dei deputati ha definitivamente approvato, il 22 aprile 2015, la proposta di legge C. 831 e abb.-B, relativa alla disciplina dello scioglimento del matrimonio.

Il testo interviene sulla legge n. 898 del 1970, in modo da:
  • anticipare il momento della possibile proposizione della domanda di divorzio;
  • anticipare anche il momento dell’effettivo scioglimento della comunione dei beni tra i coniugi;
  • stabilire una disciplina transitoria.

 

Divorzio breve: favorevoli, contrari e astenuti

Mercoledì 22 aprile la Camera ha quindi approvato definitivamente il disegno di legge che introduce in Italia il cosiddetto divorzio breve. Il testo, che semplifica e velocizza le procedure per divorziare, era stato approvato dalla Camera il 29 maggio del 2014 e modificato dal Senato il 18 marzo 2015. Il provvedimento era dunque tornato alla Camera per la lettura finale dove è stato votato con 398 voti a favore, 28 contrari e 6 astensioni. A favore hanno votato Pd, Sel, M5s, Scelta civica, Psi e Alternativa libera. Forza italia e Area popolare hanno dichiarato il loro sì lasciando, però, anche libertà di coscienza, viste le “diverse sensibilità” presenti nei gruppi. La Lega Nord ha lasciato libertà di coscienza.

 

Divorzio breve: le reazioni

Per Elena Centemero (Fi) “il via libera è un traguardo di civiltà: il testo concilia la difesa della famiglia e il rispetto per la sofferenza di chi, concluso un rapporto matrimoniale, ha diritto a poter iniziare una nuova vita. Da tanto tempo aspettiamo questo risultato e finalmente è arrivato“.

Dorina Bianchi, vicepresidente dei deputati di Area popolare (Ncd-Udc) ha sottolineato in aula che “c’è stata una lunga e necessaria riflessione, anche al nostro interno, indispensabile per il carico di temi eticamente sensibili che questo provvedimento reca con sé. Diciamo sì con la consapevolezza che introdurre il divorzio breve nel nostro ordinamento non prescinde dal ruolo fondamentale di sostegno che lo stato deve avere nei confronti della famiglia, come nucleo centrale della società“.

Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia: “Voto contro il ddl sul divorzio breve: no al matrimonio usa e getta soprattutto in presenza di figli. I bambini non sono un dettaglio: vanno tutelati sempre“. Negativa ovviamente la reazione di Famiglia cristiana, che attacca l’approvazione: “L’ennesimo attacco alla famiglia e ai figli sempre meno tutelati e vittime dell’irresponsabilità. Tre anni è un tempo che diversi esperti, psicologi e mediatori familiari, considerano necessario per consentire alla coppia quantomeno di riflettere sulla propria decisione. Soprattutto se ci sono di mezzo i figli. Non sono poche le coppie, dopo un attento esame e una pausa di rimeditazione, hanno cambiato idea e non si sono più separate“. I dati parlano però solo di un 1% di coppie che cambiano idea.

Il parlamento – sottolinea Famiglia cristiana ha offerto dunque una prova di forza trasversale a danno, ancora una volta, della famiglia“.