A dicembre apre la stazione Municipio: un’opera fedele all’anima stratificata della città

La Stazione della Metropolitana di Napoli sarà l’araldo moderno della storia e della civiltà napoletana. In totale controtendenza con l’esperimento architettonico del francese Perrault della Stazione piazza Garibaldi 1- 2, la Stazione Municipio a dicembre sarà il simbolo concreto per tutta l’Europa per una modernità consapevole.

Mentre si consuma l’ammortamento degli ultimi criteri storici, artistici, e di senso, nei cantieri della Linea 1 della Metropolitana a piazza Garibaldi, giungono notizie da uno dei cantieri per infrastrutture pubbliche più belli, e consapevoli, al mondo: la Stazione di piazza Municipio sulla medesima linea del trasporto ferrato.

A dicembre l’apertura, ma trapelano già le prime informazioni in merito alle operazioni di rifinitura di gran parte del sito. Ad annunciare l’avanzato stato dei lavori è stato l’assessore ai lavori pubblici e infrastrutture Calabrese, il direttore tecnico Metropolitana di Napoli De Risi, l’ingegnere alla realizzazione e manutenzione della Linea 1 Riccio. Fanno sapere questi ultimi che il progetto della Linea 1 è sempre stato quello radicato già nel fallito progetto del Centro direzionale, decongestionare la città con attività centrifughe e infrastrutture. Cosa non è avvenuto con un quartiere che continua a sventrare il Centro storico, e che attualmente non è altro che un cul-de-sac tra un carcere, un cimitero, e una stazione ferroviaria, si spera possa avvenire attraverso il trasporto pubblico a basso costo, la nuova metropolitana Linea 1, la quale integrandosi con un asse attrezzato e lo snodo ferroviario – che lega a piazza Garibaldi, in una unica stazione, Reti ferroviarie italiane, la Circumvesuviana, la Linea 2 del treno metropolitano, le Funicolari dell’ANM – rappresenta il lavoro di ingegneria civile e urbanistica più ambizioso nel Mezzogiorno.

Ecco le foto di come sarà la stazione di Piazza Municipio:

Come hanno confermato le personalità a capo del progetto e del suo esecutivo, la Stazione Municipio non obbedisce a una finalità meramente funzionale, in relazione alla quale il senso e l’apertura progettuale di un cantiere del genere nasce e muore con se stessa e con la sua strumentalità, ma si concepisce come una realizzazione a tutto tondo, una entità che non nasce dalla virtualità aliena e impermeabile dell’elettronica, o dell’immaginazione di star dell’architettura, ma sorgendo dalla città.

Ricordiamo per chi non è a suo agio tra architetti, artisti, filosofi, e storici dell’arte, che Napoli è una delle città privilegiate ad esprimere l’identità architettonica e urbanistica della cultura europea. A differenza di quella americana, della pura funzionalità, l’architettura europea costruisce elementi volti all’eternità, e soprattutto è un’architettura storicamente stratificata su un passato a sua volta molteplice.

Alvaro Siza e Edoardo Souto De Mura, gli architetti che hanno disegnato le 27 versioni della Stazione Municipio, hanno dimostrato una concezione benjaminiana dell’architettura, in totale controtendenza con il progetto del francese Perrault delle Stazioni Garibaldi 1 e 2 nell’omonima piazza. La storia di Napoli trasuda dalla Linea 1, modernità e radici passate si legano in un connubio eccezionale di identità storica e politica. Le strutture del Porto di Neapolis, il Molo Angioino, due galee romane, due maschi aragonesi e vicereali, la Torre dell’Incoronata, il Palazzetto del Balzo, sono gli elementi con cui i futuri utenti della Stazione attraverseranno il Futuro Passato napoletano dall’Eneolitico Antico alla grecità dell’ottavo secolo a. C., dal romanità imperiale al Ducato di Napoli, dal Regno di Sicilia Normanno-Svevo al periodo crociato degli angioini, dalla rinascita aragonese al dominio ottuso degli spagnoli, dalla Borbonia Felix alla contemporaneità.

La cultura napoletana ha più di 10.000 anni e nella storia più recente vanta un regno e una cultura nazionale e territoriale indipendente di oltre mille anni. Chi viaggerà nella Stazione Municipio, prossima all’apertura, attraverserà la storia e toccherà con mano l’istanza e l’impronta della città: una cultura volta all’emancipazione e alla colta creatività.