La democrazia (ancora) negata

di Roberto Braibanti

Credo che quanto accade in queste ore a Buxelles meriti una riflessione. Infatti noi, domenica scorsa abbiamo votato per eleggere il presidente del Parlamento Europeo. E i nomi dei candidati erano ben visibili sulla scheda. Dati alla mano, il Ppe ha ottenuto la maggioranza, pur perdendo 92 seggi, con ben 212 deputati, il che permetterebbe al lussemburghese Jean-Claude Junker di ipotecare seriamente il posto attualmente occupato da Barroso alla guida della commissione.

185 seggi ai socialisti di Schulz, seconda forza del parlamento, trainato dagli ottimi risultati ottenuti dal Pd in Italia, che supera in numero di seggi la Spd tedesca (31 a 27) e diventa il primo gruppo parlamentare nazionale a Strasburgo.

Ora dovrebbe essere scontato che Junker dovrebbe avere il compito  di formare una maggioranza (difficile), come da mandato elettorale. Invece, incredibilmente, non sta avvenendo e io sono colpito negativamente dal fatto che i mass media non lo  evidenzino.

Le varie anime forti europee stanno pensando a nomi diversi che possano garantire gli equilibri complessi dell’Unione e lo fanno con una. Fregandosene altamente della democrazia e della volontà di milioni di elettori che hanno chiaramente espresso un chiaro voto di preferenza.

Ora sicuramente io sono quanto di più lontano politicamente da Junker e dai popolari, ma questo non cambia davvero di un millimetro la gravità che sottende questa riflessione.

Io trovo sia gravissimo, perché in epoca di “grandi coalizioni”, in cui si uniscono idee e soluzioni politiche a dir poco opposte  per gli enormi problemi del vecchio continente, si continua a snaturare il valore del voto e a contribuire a far ulteriormente perdere la fiducia  ai cittadini nei riguardi dell’affidabilità delle istituzioni e quindi del valore reale del  voto stesso! E ciò non  può che aumentare, in proiezione, l’astensionismo .

Io penso che la Politica, con la P maiuscola non a caso, non può permettersi ulteriori perdite di credibilità proprio nel momento in cui i populismi anti Europa, raggiungono consensi a doppia cifra quasi ovunque. E proprio mentre i partiti razzisti, xenofobi, spesso addirittura nazisti, si affacciano da più parti, al consenso di milioni di elettori .

Quando si cominciano a uccidere ebrei, a cacciare, spesso con la violenza , a perseguitare i rom, i sinti, i neri, i diversi o gli omosessuali, be’ io credo si vedano ” storie” terribili  già viste in un passato buio come la pece.

I le Pen, i Farange, o fenomeni come i nazisti di Alba dorata in Grecia  sono il sintomo pericoloso di un malessere socioeconomico profondissimo: infatti storicamente le grandi crisi economiche hanno sempre provocato di rimbalzo (come reazione) nazionalismo, razzismo, protezionismo e quindi egoismo. Che poi significa violenza, tensioni sociali e spesso anche conflitti, autoritarismo.

Che poi la storia ci dice anche come  tutte queste rivoluzioni finiscano, quasi  sempre, con regimi autoritari o con guerre….. Insomma dalla padella alla brace.

Mi piacerebbe che da domani di tutto questo se ne parlasse molto di più. Credo sia l’unico modo per far sentire ai palazzi europei che noi di questo modo di gestire i diritti dei popoli ci saremmo un po’ stufati. E credetemi questa è una questione di forma ma soprattutto di sostanza.

Le varie anime forti europee stanno pensando a nomi diversi,che possano garantire gli equilibri complessi dell’Unione e lo fanno con una disinvoltura che, a mio avviso, sfocia nell’arroganza: cioè  fregandosene altamente….