Decadence… e non solo

La decadenza del nostro tempo: una riflessione di Tonino Scala

di Tonino Scala

C’est la décadence… Le speranze non hanno chance cantava qualche anno fa Ivano Fossati. C’est la décadence in queste ore, quella che abbiamo letto che abbiamo visto al Senato della Repubblica. Ma la decadence di cui voglio parlare, seppur collegata all’uomo è ben altra! Lunedì 25 novembre è stata la Giornata contro la violenza sulle donne,  in tutto il mondo si è ricordato attraverso iniziative, manifestazioni, sit-in, flash mob questa barbarie.

Anche noi di Road Tv l’abbiamo fatto. La scelta non a caso è caduta su Ottaviano, il castello Mediceo, l’ex casa di Cutolo restituita alla città dopo anni di dominazione violenta. Una mattinata fredda e soleggiata ci ha dato la possibilità di parlare con le ragazze delle scuole di Ottaviano presentando il bel libro dell’On. Luisa Bossa “Donne in carne ed ossa”. Ma non è su questo che vorrei soffermarmi in questo appuntamento settimanale. La mia attenzione va su una notizia: induceva figlia 13 enne a prostituirsi arrestata madre e amico di famiglia. Dopo il caso di Roma, quello delle due quindicenni dei Parioli che si prostituivano, una notizia che riguarda la Campania su una vicenda che apparentemente sembra lontana dall’altra ma in realtà non lo è.

Due contesti sociali diversi, Pontecagnano e Roma quartiere bene, vite diverse, substrato culturale diverso. Entrambe le storie però fanno parte della decadence che il nostro tempo sta vivendo. Sembrano esser passati anni da quelle intercettazioni nella villa di Hardcore, di quei genitori che parlando con le proprie figlie sottolineavano che per un rapporto con il bradipo di turno 7mila euro erano poche! Quelle intercettazioni, queste notizie raggelano e ci devono invitare ad una seria riflessione. Cosa siamo diventati. Cos’è diventato il nostro paese. Il corpo delle donne è utilizzato per vendere qualsiasi cosa anche la dignità!  Non c’è nulla di più politico del corpo, in un’epoca storica nella quale la politica è intrecciata a filo doppio con l’economia, che mercifica oggetti, emozioni, sentimenti e ovviamente corpi, soprattutto femminili:  che tristezza.

Tutto questo ha generato una miscela di ipocrisia, violenza e discriminazione. Oggi più che mai c’è la necessità di ribaltare l’ossessione voyeuristica per il corpo femminile che va di pari passo con l’umiliazione per la mente e per le capacità delle donne. Bisogna far esplodere l’indignazione per un oscurantismo che non ha precedenti nella storia. Le ‘rivoluzioni’ che le donne in questi anni hanno fatto, non hanno risolto il problema. Perché, per ogni cosa che conquistano, le donne pagano un prezzo altissimo. Se conquistano un posto nel mondo, se escono di casa, se vanno oltre il ruolo di madri e mogli. È la logica del mondo che è ancora tarata sul maschile. In questa décadence mi auguro che non si trasformi anche questo giorno di riflessione, il  25 novembre in un altro 8 marzo. In una data di cui nessuno sa che cosa ricorda, e soprattutto perché.

30 novembre 2013

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