De Luca: “A fine aprile riaprire alcune attività. Ecco quando arriveranno i soldi del piano economico”

Il governatore Vincenzo De Luca ha anticipato anche come entro la fine del mese in Campania sarà obbligatorio indossare la mascherina.

Il governatore Vincenzo De Luca ha anticipato anche come entro la fine del mese in Campania sarà obbligatorio indossare la mascherina.

A fine mese potremo iniziare a ragionare su come far ripartire a una a una le attivita’. Ma la precondizione e’ quella di avere il pieno controllo della situazione, altrimenti il rischio e’ di dover nuovamente chiudere tutto e sarebbe una tragedia“. Nel corso di una diretta facebook per fare il punto sulla situazione coronavirus in Campania, il presidente della Regione, Vincenzo De Luca, ipotizza la tempistica per la fase 2. Tra le aziende che potrebbero riaprire prima, spiega, ci sono quelle che operano nel campo dell’edilizia o che producono cibo preconfezionato, mentre si valutano le richieste di manutenzione arrivate dagli stabilimenti balneari. Nel frattempo, chiarisce, “siamo chiamati a fare un altro sacrificio di due settimane per non vanificare tutto“.

De Luca ribadisce quindi l’appello a “vivere a casa i momenti di fede” legati alla settimana di Pasqua, seguendo l’esempio che viene dal Papa. “Se ci riversiamo in strada – ragiona – tra due settimane conteremo migliaia di contagi”. Avverte che ci saranno controlli rigorosi anche nelle stazioni ferroviarie e ai caselli autostradali, per evitare il rischio di una “nuova ondata dal Nord“. La fine di aprile sara’ una data importante anche per la ripresa dell’attivita’ ordinaria degli ospedali, anche perche’, fa notare De Luca, “oggi abbiamo una struttura per provincia dedicata esclusivamente ai pazienti Covid“. Il ‘governatore’ campano rivendica con orgoglio il lavoro fatto finora per arginare la diffusione del contagio, tanto da che “oggi non c’e’ alcun motivo per alimentare la mobilita’ passiva andando negli ospedali del Nord, dimenticando che le eccellenze le abbiamo qui, come il Cotugno per le malattie infettive o il Pascale per le malattie oncologiche“. Quanto alla situazione della Campania, De Luca torna su quei “commenti fatti da chi aspettava che da noi arrivasse l’ecatombe, gente dispiaciuta perche’ qui non abbiamo avuto delle tragedie. Abbiamo dimostrato di essere una regione che cammina a testa alta e dobbiamo esserne orgogliosi“.

Il presidente della Giunta campana sottolinea poi che la Regione ha cominciato a pensare alla fase 2 con il Piano socio-economico varato alla fine della scorsa settimana, il cui ammontare complessivo e’ stato incrementato a 900 milioni, rispetto ai 604 iniziali, per portare a 1.000 euro tutte le pensioni e gli assegni sociali. “Vogliamo cominciare a pagare da fine aprile imprese, famiglie e professionisti – precisa – a fine maggio e fine giugno arriveranno i soldi per aumentare le pensioni minime fino a 1.000 euro“. Il criterio da seguire sara’ quello dei “pochi, maledetti e subito“. “Le misure nazionali avranno complicazioni burocratiche – fa notare De Luca – perche’ prima che una banca faccia un’istruttoria passeranno mesi. Noi abbiamo lavorato per far arrivare da subito risorse a imprese e famiglie. Per i tempi che ha l’Italia, questo e’ un miracolo“.

Entro fine aprile, inoltre, anche in Campania sara’ obbligatorio indossare le mascherine quando si esce di casa. Ad annunciarlo e’ lo stesso presidente della Regione, che anticipa l’ordinanza che arrivera’ nelle prossime settimane. “Non abbiamo ancora adottato la misura di Fontana in Lombardia – spiega – perche’ prima vogliamo mettere in produzione 3-3,5 milioni di mascherine. Lo faremo tra due settimane, le distribuiremo gratuitamente a farmacie, medici di medicina generale, alle Rsa, alla Caritas, ai servizi sociali dei Comuni per raggiungere le fasce piu’ deboli, poi saranno messe in vendita in supermercati e tabaccai a prezzo dimezzato rispetto a quello di costo“. Dopo l’emergenza mascherine, che ha accompagnato le prime settimane di diffusione del virus, ora le criticita’ riguarda i tamponi. “Ci arrivano in misura limitata – sottolinea – ma soprattutto mancano i reagenti a livello mondiale“.

Anche per questo De Luca ritiene “sbagliato e irragionevole” farli a tutti. “Stiamo procedendo sulla base delle indicazioni dell’Iss – argomenta – il Veneto ha fatto la scelta di farli a tutti, ma sono solo parole perche’ i tamponi non ci sono. Questa ‘tamponite’ e’ diventata una malattia“. Restando in tema di confronti con quanto fatto in altre regioni del Nord, il governatore rimarca la celerita’ con cui si stanno allestendo i moduli prefabbricati che garantiranno ulteriori 72 posti di terapia intensiva accanto all’Ospedale del Mare. “In dieci giorni facciamo un ospedale vero – evidenzia – e la struttura, a differenza di quella della Lombardia, non sara’ smantellata dopo l’emergenza, ma rimarra’ in funzione perche’ e’ un ospedale vero con terapie intensive modernissime“.

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