I Bastardi di Pizzofalcone

De Giovanni: “La mia Mina piace perché è fuori posto”

Le parole di Maurizio De Giovanni al suo arrivo al Festival dei Lettori, Autori ed Editori, ‘Insieme’, all’Auditorium Parco della Musica di Roma e al Colosseo

Le parole di Maurizio De Giovanni al suo arrivo al Festival dei Lettori, Autori ed Editori, ‘Insieme’, all’Auditorium Parco della Musica di Roma e al Colosseo

Bella e con “un’antiquata passione per gli ultimi“, Mina Settembre ha conquistato subito i lettori. Un’altra partenza fulminea per Maurizio De Giovanni che con il secondo romanzo, ‘Troppo freddo per settembre’ (Einaudi Stile Libero) con protagonista l’assistente sociale che lavora nei Quartieri Spagnoli Gelsomina, detta Mina, ha superato in tre settimane le 30 mila copie vendute. Si sta girando anche una fiction tv per Rai1 e ormai è chiaro che il cammino di Mina è quello di una nuova serie dell’autore de I Bastardi di Pizzo Falcone e del Commissario Ricciardi.

La serie la decidono i lettori. Non si decide a tavolino, non basta l’originalità dell’ambientazione, del personaggio o della trama per essere sicuro che una serie funzioni. Quando i lettori vogliono ancora un determinato personaggio in qualche modo lo fanno sapere, soprattutto all’editore. Con ‘Mina’ avevo scritto due racconti per Sellerio in antologia. Mi inventai questa assistente sociale che lavora nei Quartieri Spagnoli e volevo utilizzare il tono della commedia che per un napoletano è istintivo e che non avevo utilizzato in nessuna delle mie serie. A ogni presentazione tutti mi chiedevano che fine avesse fatto Mina Settembre e allora ho capito che conveniva scrivere un romanzo e così è nato ‘Dodici rose a settembre’. Volevo entrare nel catalogo di Sellerio, lo stesso di Andrea Camilleri che per me è il maggior narratore italiano degli ultimi 50 anni” racconta all’ANSA De Giovanni al suo arrivo al Festival dei Lettori, Autori ed Editori, ‘Insieme’, all’Auditorium Parco della Musica di Roma e al Colosseo.

Le richieste di dare un seguito alla storia continuavano ed ecco ‘Troppo freddo per settembre‘, pubblicato da Einaudi, in cui Mina è alle prese con la morte di un anziano professore di Lettere e con un giovane accusato dell’omicidio che lei vuole scagionare. Ma come mai Mina Settembre piace così tanto? “Mina piace perché è fuori posto in tante cose: nel suo corpo, perché vorrebbe essere considerata per la sua sensibilità, intelligenza e invece la società maschiocentrica continua a vederla per quanto è provocante. Ha un corpo di quelli che non piacciono alle altre donne, ma molto agli uomini. Poi è fuori posto per dove vive, perché lei viene dall’alta borghesia, ma ha una grande sensibilità sociale. Non è omologa al mondo in cui è nata, ma neppure nell’ambiente in cui lavora, perché è pur sempre la signora dei quartieri alti. Poi è fuori posto nell’amore, perché ha un ex marito che la protegge, ma con cui non condivide nessun tipo di sentimento passionale e ha un uomo di cui è innamorata, il ginecologo Mimmo che lavora al consultorio con lei, che tratta male perché le viene istintivamente di farlo. La cosa che diverte di Mina è questa e credo piaccia per questo motivo” spiega lo scrittore napoletano, 62 anni, recordman per la presenza di una tripletta di serie su Rai1.

Stanno girando a Napoli la serie su Mina, prodotta da Lucisano, con Serena Rossi nel ruolo dell’assistente sociale e Giuseppe Zeno nel ruolo di Mimmo. Andrà su Rai1 come I Bastardi di cui stanno finendo di girare la terza serie e come Ricciardi, con Lino Guanciale, di cui sono finite le riprese della prima serie. Andranno in onda tutte nel 2021: credo prima Ricciardi, poi I Bastardi e dopo Mina che è una sceneggiatura originale, a differenza delle altre non la ho seguita io, non avevo tempo“.

Sono uno strano, sono fortunato e la mia città è narrativamente interessante. Se pensi all”Amica Geniale’ di Elena Ferrante, alla serie ‘Vivi e lascia vivere’ di Pappi Corsicato… La città si presta, è affascinante” dice De Giovanni del suo successo. E vedrà diventare una serie anche ‘Sara‘, pubblicata da Rizzoli noir. “E’ stata acquistata dalla Palomar di Carlo degli Esposti. C’è un progetto suo. Spero non con Rai1, sennò mi mettono in prigione. Credo di essere l’unico autore al mondo che ha tre serie tv su un network nazionale“. Ed è in arrivo anche un film: “Alessandro Gassman comincia a girare, da regista, il 7 novembre a Napoli, il film su ‘Il silenzio grande’, un mio lavoro per il teatro che l’anno scorso ha avuto un lusinghiero successo di pubblico. Gli attori sono Margherita Buy, Massimiliano Gallo e Marina Confalone” racconta lo scrittore che è preoccupato per l’emergenza sanitaria. “Penso fortemente che non sia finita qua, siamo nel pieno e temo che l’avanzata decomposizione dell’economia porti ad abbreviare i tempi delle aperture e soprattutto a non tenere in adeguata considerazione le condizioni di salute dei ceti più fragili. Vedo attorno una leggerezza che non è adeguata ai dati” dice. Mentre per la lettura il lockdown “mi sembra che abbia fatto aumentare un po’ l’attenzione nei confronti dei libri, della lettura“.

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