Dario Vergassola: “Il tifo dei napoletani è il più corretto”

Il noto comico satirico Dario Vergassola è stato ospite in studio a Radio Club 91 e ha parlato dei napoletani e del loro tifo calcistico

Il noto comico ligure Dario Vergassola, famoso per la sua satira pungente, è stato ospite in studio ieri a Radio Club 91. In quest’occasione, al comico sono state fatte domande riguardo all’incontro calcistico di questa sera tra Napoli – Sampdoria e Vergassola ha risposto: “Non so nulla di calcio, per farmi partecipare ai programmi sportivi il mio agente m’ha spacciato per il cugino di Vergassola, il giocatore della Samp, ancora devo capire chi sia. Comunque è una cosa impossibile: lui è alto, bello, moro, io, invece, sono basso, pelato e brutto. Il DNA ci scanaglia. Mi portavano la domenica allo stadio e cercavo di capire. Anche ora continuano a chiamarmi quando ci sono i derby ma io non so neppure i nomi dei calciatori. È come nella politica c’è gente che parla ma non sa di cosa“.

Dario Vergassola e il tifo napoletano

Sempre rispondendo alla stessa domanda a tema calcistico, Dario Vergassola continua: “Non capisco nulla di calcio ma apprezzo il tifo, soprattutto quello dei napoletani che è uno dei più corretti che conosca. Inoltre voi napoletani avete insegnato a pescare ai liguri che non sono altro che contadini con vista mare. Vi voglio raccontare di quella volta in cui De Laurentiis mi rifiutò un soggetto che ora è diventato un romanzo sui bar: due anni fa gli inviai una copia e il patron del Napoli mi convocò nel suo ufficio, di cui mi complimentai per la scenografia. mi guardò e poi bocciò il mio libro perché non ci aveva capito nulla, a suo dire, poi subito dopo mi diede del visionario e tentò di convincermi a partecipare al suo uovo cinepanettone”. Dopo il tifo, Dario Vergassola si esprime anche sulla nostra città dicendo: “Quando vado a Genova è come andare a Napoli, sono città molto simili e affiatate, non a caso gemellate. Quando da noi sono arrivati i napoletani e i siciliani erano gli unici che sapevano pescare in tutta la Liguria. I napoletani hanno introdotto la pesca e i pugliesi le cozze. Siamo una parte di sud e siamo molto simili alla costiera amalfitana, facciamo anche il limoncello. Siamo molto terroni”. Il comico era in radio per presentare il suo nuovo libro “La ballata delle acciughe”.