La Ctp sospende il servizio in 70 comuni

La Ctp è al collasso per il mancato versamento dei fondi regionali e provinciali. Nel frattempo il blocco del servizio per 70 comuni sta creando disagi per migliaia di utenti e, attualmente, non si prevede una soluzione in tempi brevi dell’emergenza.

Il rappresentante sindacale USB per la Ctp Emiliano Lucchese informa che per migliaia di utenti di circa 70 comuni campani è sospeso a tempo indeterminato il servizio del trasporto pubblico della Ctp. Oggi nessun veicolo è uscito dai depositi di Arzano, Caserta, Napoli, Pozzuoli, Teverola e i disagi di oggi rimarranno fino a quando non si troveranno nuove soluzioni.

Come informa bene Emiliano Lucchese «Il servizio è sospeso per inadempienze dell’azienda, i mezzi non sono in grado di viaggiare, se non a rischio dei lavoratori e degli utenti». Dopo le proteste estive e il presunto salvataggio della Regione Campania per il tramite dell’esproprio di fondi pubblici dal Teatro di San Carlo, gli oltre 900 dipendenti protestano perché «pur avendo un credito di oltre 10 milioni di euro dalla Provincia di Napoli e di altri 3 e mezzo dalla Regione Campania la società rischia di fallire per poche centinaia di migliaia di euro, essendo aggredita da fornitori e per altre inadempienze». Dopo il blocco stradale ad Arzano i dipendenti sono in queste ore in assemblea per dibattere il da farsi.

Dopo le dichiarazioni del Presidente della Regione Campania Stefano Caldoro sull’intenzione di svendere a ribasso il servizio del trasporto pubblico campano, ci si chiede del perché i trasporti debbano differire dall’acqua, la quale, in seguito a mobilitazioni di massa, rimane ancora un servizio gestito da istituzioni pubbliche. Ancora una volta, soprattutto dopo le accuse del Commissario straordinario del Porto di Napoli Karrer, non si capisce a quali interessi è vincolata la volontà della presidenza regionale: pubblici o privati?

Perché si persevera a livello dei diversi poteri (comunali, provinciali e regionali), nell’intenzione politica scandalosa di privatizzare un settore strategico come i trasporti? Come ci insegnano esperienze passate successive allo smantellamento delle aziende del Gruppo IRI da parte di Romano Prodi e Silvio Berlusconi, le grandi privatizzazioni hanno condotto in pochi anni le aziende o alla bancarotta o al deterioramento cronico.

I trasporti pubblici devono obbedire a finalità sociali e non di mero profitto e le liberalizzazioni dei settori strategici non provocheranno altro che l’aumento esponenziale dei costi di servizio, lo spostamento sugli utenti dei costi di privatizzazione, il peggioramento delle condizioni dei trasporti (il caso Trenitalia e SitaSud lo dimostrano).

Perché oltre 13 milioni di euro non sono stati ancora sbloccati a livello regionale e provinciale in favore della Ctp?