Corteo studenti, lanci di uova alla Prefettura e blitz a Santa Chiara

Alla mobilitazione generale indetta dalla Usb si è affiancato questa mattina a Napoli il corteo di numerose associazioni studentesche: città sotto assedio

Venerdì nero per Napoli. Alla mobilitazione generale dei lavoratori organizzata dall’Usb (Unione Sindacale di Base) con annesso sciopero 24h (qui tutti gli orari), si è affiancato questa mattina un corteo proclamato da diverse associazioni studentesche. I due cortei, quello dei lavoratori e quello degli studenti, sono partiti rispettivamente da piazza Mancini e da piazza del Gesù. Duemila persone in tutto che hanno sfilato per le vie della città in segno di protesta contro le politiche del governo Renzi, dal Jobs Act alla riforma scolastica.

Ecco le foto dei cortei:

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Corteo studenti, lanci di pomodori e uova alla Prefettura

“Uniti e inflessibili contro il governo Renzi. No al Jobsact, No al Pianoscuola”: questo lo slogan che ha unito i due gruppi. Disagi in città anche a causa dello sciopero dei trasporti pubblici (dalle metro alle funicolari, ai mezzi su gomma). Disordini si sono verificati nei pressi della Questura, dove c’è stato un lancio di fumogeni, e davanti alla Prefettura, quando un gruppo di circa 200 studenti aderenti al Cau si è staccato dal corteo per andare a protestare a piazza Plebiscito. Lanci di pomodori e uova contro l’ingresso della Prefettura, poi un’assemblea di piazza per discutere di piano scuola e Jobs Act.

Occupato il chiostro di Santa Chiara: “riprendiamoci la cultura”

Centro storico invaso invece da un centinaio di studenti che hanno occupato il chiostro di Santa Chiara, con un blitz teso a rivendicare il libero accesso alla cultura, e “per la riapertura dei beni monumentali e musei normalmente chiusi o che prevedono il pagamento di un costoso biglietto di ingresso”.

Sfondato l’ingresso alla Cappella di san Severo: crollata una parte dell’intonaco

Subito dopo un gruppo di circa 5o manifestanti hanno letteralmente sfondato a spallate l’ingresso del museo Cappella di San Severo, scardinando la porta e causando il crollo di una parte della copertura. Otto persone, dopo il crollo, sono riuscite addirittura a introdursi all’interno del complesso monumentale, sempre per rivendicare il loro diritto a fruire liberamente dei beni culturali della città. Quelli, infatti, non sono stati danneggiati. I danni all’ingresso, però, sono stati abbastanza rilevanti. I responsabili della struttura sono stati costretti a chiudere per tutelare la sicurezza degli eventuali visitatori, e hanno sporto denuncia alle autorità che, giunte sul posto, hanno effettuato i primi rilievi. Per fortuna i danni non sono gravissimi al punto da determinare un protarsi della chiusura: la Cappella di San Severo riaprirà domani stesso.