Informiamoci e conosciamo meglio il Coronavirus

Coronavirus informiamoci e conosciamolo meglio 

Continuando nell’impegno a favorire una costante, vagliata informativa circa gli sviluppi della lotta al contrasto del Coronavirus, Meritocrazia Italia, dopo aver incontrato ed intervistato la Dott.ssa Maria Rosaria Capobianchi, conosciuta ormai in tutto il mondo per aver concorso nell’isolamento della sequenza del coronavirus 2019-nCoV, pur non rinunciando alla richiesta di programmazione seria e prospettica di ogni atto utile alla gestione di questa fase sanitaria, ritiene opportuno fornire un riassunto, di agevole accesso, su quel che ad oggi si conosce clinicamente sul Coronavirus 

  • E’ comparso un virus nuovo in Cina la cui naturalità è stata dimostrata (niente costruzione in laboratorio o sciocchezze simili).
  • Il fatto che fosse nuovo e non se ne conoscessero gli effetti ha giustificato le misure precauzionali adottate in Cina ed oggi appare possibile tracciare un primo bilancio sulla sua pericolosità.
  • La mortalità tra i pazienti ricoverati (quindi compromessi dal punto di vista della salute generale) è stata valutata al 5%, il che equivale a dire che su di un campione di 100 pazienti solo 5 potrebbero non guarire; ma va altresì evidenziato come si sia appresa l’esistenza di molte persone che avevano contratto il virus senza manifestare sintomatologia evidente della malattia (o sintomi trascurabili). Quindi conteggiando anche tali soggetti, la mortalità scenderebbe (calcolo statistico) allo 0.5 %.
  • essendo un virus nuovo non sono ancora stati sviluppati adeguati anticorpi (come accade per i virus influenzali) e quindi si è senza difese. Per questo motivo il virus si diffonde molto rapidamente.
  • l’Italia ha realizzato più test rispetto ad altri Paesi europei e quindi ha scoperto più persone che hanno contratto il virus.
  • Sono state prese misure atte a ritardare la diffusione del virus (blocco mobilità e quarantene), considerando il tempo di incubazione (almeno 14 giorni)
  • Non ci si può aspettare che il virus non si diffonda (anche se si tratta di una malattia per cui si ha circa il 99.5% di possibilità di guarire), ma si deve assolutamente evitare una diffusione massiva, non tanto per la pericolosità in sé del virus, di cui si è detto, quanto per la difficoltà di assorbimento delle strutture sanitarie, che non potrebbero garantire ricovero a tutti i pazienti in caso di contagio numericamente elevato e simultaneo.   
  •  Per questo indispensabile appare il rispetto delle indicate misure di igiene e prevenzione. 
  • Ma vi deve essere il richiamo anche ad un maggiore senso di responsabilità personale, in uno allo sviluppo di una operatività integrata, che coinvolga non solo la gestione sanitaria, ma anche il lavoro delle aziende di pulizia (imponendo protocolli rigidi ed efficaci), le imprese, votate al rispetto delle regole HSE, nonché i servizi sociali per la gestione delle informazioni chiare ed univoche.

E’ una battaglia che, se combattuta con coesione, strategia e calma, consentirà una celere uscita dall’emergenza.

 

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