Convention del Pdl alla Stazione Marittima di Napoli con Gasparri, Nitto Palma, La Boccetta e Di Iorio

Stazione Marittima, 10 febbraio 2013. Amedeo Laboccetta apre la convention del Pdl, alla quale intervengono Nitto Palma e Maurizio Gasparri.

“Il cielo fiammeggerà d’azzurro”: questo l’auspicio del coordinatore cittadino a Napoli, che ha criticato il Presidente della Camera Fini, definito “classico esempio di autodistruzione, reo di aver tradito la destra”. Il suo un appello accorato a credere nella possibile rimonta e un invito a giocare una partita ancora aperta. “Coloro che non speravano più hanno ricominciato a sperare”. Da qui riparte il popolo berlusconiano.

L’ex ministro della giustizia, invece, attacca il Presidente del Consiglio uscente Monti, ritenuto “bugiardello e comico”, alleatosi con i presunti neofiti della politica, Casini, Fini, Cesa, che “non incarnano certo il nuovo che avanza”. Il professore varesino viene paragonato al tale “Giorgio Esposito, dedito esclusivamente allo studio dei libri, che non ti fa copiare i compiti”. Palma vede l’accademico bocconiano troppo lontano dalla realtà, scollato dai problemi concreti del paese, le cui riforme non hanno apportato migliorie.

Non manca la stoccata alla vicenda Mps e un affondo all’azione amministrativa di De Magistris, che poteva operare diversamente, scontando una situazione fallimentare ereditata dal Pd. All’ironia il coordinatore regionale della Campania affida la sua conclusione. “Il centrosinistra, una grande lavanderia per smacchiare i leopardi”. Gasparri esordisce attaccando frontalmente l’incapacità del governo dei tecnici, ritenuto non credibile e avulso dalle priorità dell’Italia. Inaffidabili, invece, vengono giudicati dal capogruppo a palazzo Madama i grillini a Parma e gli arancioni a Napoli, mossi da improvvisazione e non da un programma definito. I

l senatore romano non tralascia il nodo gordiano politica-magistratura, sferrando una critica violenta ai pm che fondano partiti e all’uso strumentale della giustizia. “Non accettiamo lezioni di moralità da chi risulta invischiato negli scandali bancari”, prosegue Gasparri, impegnato a ricordare i meriti e le riforme attuate dal governo Berlusconi. Non manca un passaggio critico sul settennato di Scalfaro, accusato di presenziare eccessivamente a convegni e conferenze nelle piazze sulla difesa della Costituzione, di aver interrotto il cammino dell’allora Forza Italia nel 1994 e infine di aver attenuato la pressione carceraria nel 1992, per allentare le stragi dell’epoca.

Per l’immediato futuro Gasparri auspica un’Italia forte e credibile in Europa, non subalterna alla Germania, la salvaguardia del principio della concorrenza, con regole valide ed uguali per tutti, difende il valore e la sacralità della famiglia, senza limitare e negare gli altrui diritti, il rilancio del Sud, partendo dai giovani. “Dobbiamo vincere per merito nostro e non per demerito altrui. Dobbiamo farcela con il Pdl”.  La chiusura del suo discorso.

Interviste di Sara Santilli, Emanuele La Veglia e Diego Scarpitti

 

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