Conti in rosso, a Benevento il Comune svende la cultura. In vendita anche lo storico palazzo Paolo V

Oltre 50 gli edifici pubblici messi in vendita per risanare il bilancio del comune. Cittadini furiosi

di Dario Belfiore

Il tuo comune ha i conti in rosso? Non sai come risolvere i problemi di bilancio dopo anni di sperperi inutili? Hai bisogno di recuperare fondi senza andare a toccare nessuno dei tuoi “amici”? A Benevento hanno la soluzione che fa per te. Anzi, si sono spinti ben oltre, coniugando il risanamento dei conti con qualche piccolo piacere “immobiliare” da fare agli “amici”.

Non è uno spot ironico, ma quello che è accaduto il 3 dicembre a Benevento, dopo la conclusione di uno dei più burrascosi consigli comunali che la storia sannita ricordi. Una vicenda che ha origini lontane: dopo dieci anni di sperperi di denaro pubblico, il comune di Benevento si è trovato, a causa della crisi e delle nuove politiche di austerity, a dover stringere la cinghia per risanare un bilancio in rosso.

Così l’amministrazione ha tirato fuori la soluzione geniale come un coniglio dal cilindro: mettere in vendita (svendendolo) il patrimonio artistico, architettonico e sportivo della città. Un provvedimento che ha suscitato il furore dei beneventani: molti gruppi di attivisti (Movimento di Lotta per la Casa, Collettivo Autonomo Studentesco, Lap Asilo 31, Csoa Depistaggio, Unione Sindacale di Base, Operatori della Cultura e dello Spettacolo, Precari e Precarie della città, Coordinamento No Triv Sannio Irpinia) hanno deciso di mobilitarsi per evitare questo scempio. Così, il 3 dicembre scorso, un gruppo di manifestanti è andato a protestare sotto al comune poco prima che iniziasse il consiglio comunale che avrebbe dovuto decidere la vendita di alcuni immobili.

I manifestanti, giunti al comune, hanno chiesto che una loro delegazione potesse assistere al consiglio, ma, inaspettatamente, si sono visti opporre un rifiuto dai loro rappresentanti politici, che gli hanno negato il permesso adducendo come scusa l’inagibilità della sala e facendoli respingere dalla polizia. La rabbia dei cittadini è esplosa, ci sono stati degli scontri. Una donna, (da poco sfrattata da una casa popolare) è rimasta ferita al volto.

Momenti concitati che tuttavia non hanno ostacolato la riunione di consiglio: al termine di quelle ore convulse l’amministrazione aveva effettivamente messo in vendita alcuni edifici che fanno parte del patrimonio artistico di Benevento, primo fra tutti Palazzo Paolo V (la cui costruzione fu avviata nel 16° secolo), gli impianti del circolo tennis di viale Atlantici, svariati ex-istituti scolastici (da cedere a un prezzo molto inferiore al loro reale valore catastale), e ancora la piscina comunale, la villa dei Papi, il Centro di Medicina, il campo da Rugby, il Palazzetto dello Sport e un’altra cinquantina di edifici.

Subito dopo la chiusura del consiglio comunale, i manifestanti hanno simbolicamente occupato palazzo Paolo V e hanno indetto un’assemblea popolare nell’estremo tentativo di salvare il loro patrimonio architettonico e culturale. Ad oggi un’ampia mobilitazione cittadina sta cercando di impedire la svendita di questi edifici. Il termine ultimo per consegnare le offerte d’acquisto al comune è fissato al 31 dicembre, ma la popolazione promette di dare battaglia, per non arrendersi ancora una volta ai voleri di una classe politica che cerca di rimediare ai suoi errori a spese dei cittadini e della democrazia. Aggiungendo l’ennesimo chiodo ad una città già da troppo tempo messa in croce.

10 dicembre 2013

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