Congresso Famiglia Verona, lettera Dott. Converti Presidente Amigay

Pubblichiamo il testo della lettera del Dott. Manlio Converti dalla pagina di #Amigay

 

Sono anni che ribadiamo questi concetti ed il silenzio delle istituzioni e la mancata aggregazione di medici e personale sanitario Lgbt o Gayfriendly CONTRO IL CONVEGNO DI VERONA è sintomo grave…
Se vi interessa davvero, fate girare i nostri comunicati e iscrivetevi ad #Amigay

Lettera a giornali, istituzioni e ministeri:

E’ inarrestabile la violenza del collega Gandolfini, oltre quella della De Mari, che oggi abusa della posizione di Psichiatra non solo per maltrattare le persone Lgbt (Lesbiche, Gay, Bisex, Trans, Intersex, Questioning ecc) nel suo ribadire una condanna morale, etica e medica, giuridica e tecnica, ma anche nel suo dichiarare psicotica (paranoidea) la persona dell’On. Cirinnà, una donna!
https://www.ilfattoquotidiano.it/…/gandolfini-fami…/5042703/

La violenza del convegno di Verona, che vedrà i peggiori omofobi e misogini riuniti nella città dell’amore politicamente contrastato tra Romeo e Giulietta, viene ribadita ogni giorno dai comunicati politici di Pillon, Fontana e Salvini, ma loro non sono né medici né psichiatri.

In Italia abbiamo ancora, come detto troppe volte senza che si sia posto rimedio, la diagnosi ipocrita di “omosessualità egodistonica” come patologia psichiatria, perché usiamo il Manuale di Codifica delle Malattie Internazionali (ICD) 9 CM invece che 10.

Solo a fine agosto 2018 la SIP (Società Italiana di Psichiatria) ha accolto ufficialmente la Nota WPA del 2016, che rappresenta in pratica il codice di condotta per garantire i Diritti Sanitari e Civili delle persone Lgbt.
http://www.psichiatria.it/wpa-position-statement-on-gender…/

L’Ordine dei Medici di Torino, più volte interpellato, ha sempre risposto in modo ambiguo, senza mai prendere posizione (senza neanche usare mai parole come omofobia o omosessualità) sulle offese omofobe continue della collega De Mari, la quale nega perfino la completa depatologizzazione dell’Omosessualità e quindi Bisessualità avvenuta il 17 maggio 1990 all’OMS.

Chiediamo allora all’Ordine dei Medici di Brescia di intervenire sulle dichiarazioni del Dott. Gandolfini, alla SIP, alla Fnomceo, alla EPA, al Sottosegretario alle Pari Opportunità e al Ministro della Salute di intervenire su entrambi (De Mari e Gandolfini) ma soprattutto di prendere posizione chiara nel merito dei Diritti Sanitari delle persone Lgbt, del Diritto al Coming Out del Personale Sanitario Lgbt e del Dovere di Contrasto Attivo all’Omofobia Sanitaria.

Chiediamo ai singoli colleghi Psichiatri e alle Associazioni e Sindacati Medici di uscire dal cono d’ombra, dal silenzio complice e dall’ipocrisia del benaltrismo, per dare spazio e visibilità alle istanze Gayfriendly, ai Diritti Sanitari e Civili delle persone Lgbt così come ai Corsi di Formazione e Simposi Scientifici sul Sex Orienteering e Psichiatria (o meglio Medicina) di Genere Lgbt in ogni occasione pubblica.
Perfino l’Università di Verona, che l’anno scorso bloccò un corso su ‘Migranti e Persone Lgbt’, adesso si è schierata contro questo evento violento e antiscientifico. Cosa aspettate ancora?

https://www.rainews.it/…/ven-Verona-documento-Professori-un…

Manlio Converti
Psichiatra
Presidente AMIGAY

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