Condanna a 10 anni per i teppisti omofobi del 2009 a piazza Bellini

10 anni di carcere ai due teppisti che nel 2009 aggredirono e derubarono due omosessuali a piazza Bellini. Giustizia è stata fatta, per quanto a rilento, ma il reato di omofobia non esiste giuridicamente ancora

Condanna a 10 anni per i teppisti omofobi del 2009 a piazza Bellini, ma il reato di omofobia non esiste ancora

Nella tarda serata di lunedi 22 giugno 2009, due omosessuali Romano Gennaro e Mazzarella Maria Luisa, furono aggrediti verbalmente, percossi duramente e derubati da un gruppo di teppisti omofobi a piazza Bellini. Per questo motivo i responsabili riconosciuti hanno ricevuto, dalla settima sezione coordinata da De Stefano Marta, una condanna a 10 anni di carcere. Paduano Umberto e Vicorito Daniele sono stati condannati per lesioni e tentata rapina, mentre De Francesco Aniello è stato assolto per non aver commesso il fatto.

Vittoria per tutta l’Arcigay

Grazie alla tempestività della denuncia nei confronti dei teppisti, al lavoro congiunto dell’Arcigay (che con l’assistenza dell’avvocato Napolitano, si è costituita come parte civile)  e all’immediatezza dell’intervento giuridico dell’avvocato Valle, giustizia è stata fatta in tempi “ragionevoli”.

 

Le dichiarazioni delle vittime a emessa sentenza

Una delle due vittime, Mazzarella Maria luisa ha commentato la sentenza con le seguenti parole: «Dopo aver atteso più di 5 anni, posso dire che giustizia è fatta. Ho rischiato di perdere un occhio, ma lo rifarei cento volte: abito a Villa Literno, in un territorio dove l’omertà la fa da padrone e ho voluto reagire. Penso a tutte le vittime di omotransfobia: abbiate il coraggio di denunciare senza paura, credete in voi stessi e non abbassate lo sguardo. Questa condanna dimostra che la giustizia esiste, anche se lenta». L’avvocato delle vittime Valle, rimanda al vuoto giuridico per i reati di omofobia e sottolinea: «Purtroppo nel nostro ordinamento non esiste il reato di omofobia, neanche nella forma dell’aggravante», dunque, se poteva essere ottenuto di più e in minor tempo, ciò non lo sapremo mai, a meno che il reato venga prima o poi riconosciuto in parlamento e fuori di esso.

Il presidente dell’Arcigay di Napoli Sannino Antonello ha dichiarato che tutto ciò cambierà e che «la condanna è un passo avanti importante: dimostra che una parte della giurisprudenza riconosce il problema sociale dell’omofobia. Le aggressioni sono in crescita. Ci auguriamo che la sentenza restituisca fiducia a tutte le vittime».