Concerto per due violoncelli nella Chiesa della Sacra famiglia dei Cinesi

Un percorso guidato dai volontari del Museo delle Arti Sanitarie racconta una pagina importante della cultura napoletana del ‘700

Un percorso inedito e guidato dai volontari del Museo delle Arti Sanitarie racconta una pagina importante della cultura napoletana del ‘700 che incontra “l’impero celeste”. A seguire il concerto con brani della tradizione del Natale rivisitati dai violoncelli di Francesco Scalzo e Raffaele Sorrentino.

La struttura, nata per l’iniziativa del sacerdote ebolitano Matteo Ripa, riconosciuta ufficialmente nel 1732, rappresenta la prima esperienza in Europa di un collegio per la formazione di missionari cattolici di lingua e nazionalità cinese, destinati ad evangelizzare la Cina, e di un convitto per la formazione di interpreti di lingua cinese e indiana che rispondessero alle esigenze dell’espansione commerciale dell’impero asburgico in estremo oriente.

 

Concerto per due violoncelli, il percorso iniziale

Il percorso iniziale consentirà ai partecipanti di apprezzare il complesso, situato sulla collina, detta anticamente dei “Pirozzoli”, che sovrasta il borgo della Sanità, al quale anticamente si accedeva dalla Salita dei cinesi, che, ancora nel ‘700, rappresentava l’unica via di passaggio, percorribile a piedi o in portantina, verso l’altura di Capodimonte. L’androne affrescato con lo stemma della Congregazione della Sacra Famiglia di Gesù Cristo realizzato su disegno di Matteo Ripa ed il portico, oggi parzialmente tompagnato, ci indirizzano alla chiesa dei cinesi progettata molto probabilmente dall’architetto Arcangelo Guglielmelli. Chiusa per molti anni dopo il terremoto del 1980 e depredata di molti elementi artistici che la adornavano, oggi essa appare restaurata ed accoglie sull’altare maggiore la tela di Antonio Sarnelli raffigurante la sacra famiglia di Gesù e due giovani cinesi.

Si tratta di Giovanni In e Lucio Wu che nel 1724 arrivarono a Napoli con altri tre giovani cinesi al seguito di Ripa e furono i primi allievi del collegio. Anche S. Alfonso Maria de’ Liguori fu convittore presso la struttura, che, con alterne vicende, sopravvisse fino all’unità d’Italia. Nel 1869 l’istituto subì una parziale laicizzazione e divenne Real Collegio Asiatico. Successivamente nel 1888, la congregazione religiosa fu soppressa e da questa istituzione nacque il Regio Istituto Orientale, progenitore dell’odierna Università Orientale di Napoli.

L’edificio fu successivamente ceduto al demanio ed utilizzato prima come ospedale militare per i reduci della guerra coloniale abissina, poi come conservatorio di fanciulle. Nel 1910 fu acquisito in enfiteusi dal Pio Monte della Misericordia che apporto notevoli modifiche al complesso destinandolo alla sua definitiva funzione: l’Ospedale Elena d’Aosta. Ripercorreremo insieme la storia dell’approccio di Napoli alla civiltà cinese, che tanto fascino e suggestione esercitò in Europa durante il “secolo dei lumi”; prova tangibile fu la nascita, proprio in quegli anni, della Real Fabbrica di porcellana di Capodimonte e la realizzazione della sala cinese nella reggia di Portici. Il contributo di partecipazione richiesto è di 15 €, destinati in parte a sostenere la chiesa tutt’oggi officiata da padre Paolo Kong, responsabile della comunità cattolica cinese in Italia, e in parte le attività culturali del Museo delle Arti Sanitarie di Napoli.

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