Comune contro Prefettura: no all’annullamento dei matrimoni gay

Il Comune di Napoli dispone per il ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio contro l’annullamento della registrazione anagrafica dei matrimoni gay che la Prefettura ha eseguito osservando la Circolare del Ministero dell’Interno

Il Comune di Napoli si schiera ancora una volta a favore dei diritti delle coppie omosessuali, e presenta ricorso al Tar del Lazio contro l’annullamento disposto dal Prefetto dei matrimoni gay regolarmente registrati dall’anagrafe del Comune.

La Prefettura di Napoli ha annullato, in osservanza della direttiva del 23 giugno 2014 emanata dal Ministero dell’Interno, le registrazioni anagrafiche comunali dei matrimoni gay effettuati all’estero. L’annullamento è stato disposto in seguito all’arrivo di una Circolare del Ministero dell’Interno che annulla le trascrizioni anagrafiche dei matrimoni effettuati all’estero tra omosessuali, diversamente da quanto decretato dal sindaco Luigi De Magistris, che lo scorso giugno stabiliva l’obbligo di trascrizione negli elenchi dell’anagrafe comunale dei matrimoni omosessuali tra soggetti residenti nel Comune di Napoli”.

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Le ragioni del Comune di Napoli e della Prefettura

Come recita il Comunicato stampa del Comune di Napoli del 17 dicembre 2014 tra le ragioni che hanno spinto il Comune a fare ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio riportiamo le seguenti:

“Diverse pronunce giurisprudenziali, sia nazionali che europee, hanno portato al riconoscimento della coppia omosessuale come formazione sociale titolare di diritti fondamentali. In particolare la Corte di Cassazione con sentenza del 15/3/2012 ha affermato l’importantissimo principio della non contrarietà all’ordine pubblico del matrimonio contratto e riconosciuto all’estero tra soggetti dello stesso sesso ed il diritto alla loro vita familiare a prescindere dal fatto che in Italia ci sia o meno il riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali. La normativa vigente sullo Stato Civile prevede infatti che una trascrizione può essere negata solo in caso di contrarietà all’ordine pubblico”.

Perché la Prefettura di Napoli è intervenuta indebitamente

Il Prefetto , con la normativa vigente, non può in alcun modo intervenire per annullare la trascrizione di un atto all’anagrafe comunale. Così come previsto dall’articolo 453 del Codice Civile, infatti, qualsiasi annotazione od annullamento di un atto iscritto nei registri dello stato civile può essere solo ordinato dall’Autorità Giudiziaria. Il Prefetto avrebbe dovuto quindi proporre ricorso al Tribunale, unico competente secondo l’articolo 100 del DPR 396/2000 a disporre rettifiche o cancellazioni per gli atti dello stato civile recepiti da autorità straniere. Il Prefetto ha soltanto il potere di procedere alla correzione degli errori materiali dei registri dello stato civile“.

Infine, la trascrizione dei matrimoni celebrati all’estero non è un provvedimento amministrativo, ma una semplice attività dichiarativa ed attestativa che ha, dunque, natura certificativa e di pubblicità. Pertanto è del tutto ininfluente che nel nostro ordinamento non sia prevista la garanzia del diritto al matrimonio tra persone dello stesso sesso e la trascrizione nei registri dello stato civile del comune non contrasta in alcun modo con l’ordinamento vigente. La trascrizione serve a rendere pubblico un atto già di per sé valido secondo la legge dello Stato nel quale è stato posto in essere”.

Insomma trascrivere l’atto nei registri dello Stato civile non significa in alcun modo sostituirsi al legislatore nazionale ma solo certificare l’esistenza di tali legami che, ai sensi dell’articolo 3 della Costituzione e dell’articolo 12 della Convenzione Europea dei diritti dell’uomo, non possono in alcun modo essere discriminati“.