Colpo alla camorra, arrestato il boss superlatitante Ciro Rinaldi

Il capoclan è stato rintracciato nel quartiere di San Pietro a Patierno, a casa di alcuni parenti.

Su Ciro Rinaldi pendono tre condanne per omicidio: non ha opposto resistenza né ha tentato la fuga all’arrivo dei carabinieri.

Gia’ da fine ottobre il boss Ciro Rinaldi aveva fatto perdere le sue tracce, ma non aveva smesso di controllare la cosca che da San Giovanni a Teduccio, zona orientale di Napoli, e’ arrivata a dominare una larga parte di Napoli. Non solo Rinaldi ha messo piede nell’area Est di Ponticelli dopo l’arresto dei vertici del clan De Micco soprannominato i “bodo'”, ma anche nel centro di Napoli. Secondo gli inquirenti, i Rinaldi hanno stretto alleanze con i Sibillo, il gruppo con boss ventenni che ha il controllo dei Decumani, il cuore del capoluogo campano; alleanze che hanno provato anche a mettere in piedi nel rione di Forcella con i Giuliano, sempre per contrastare i loro storici nemici, i Mazzarella. Lo scontro tra le due cosche non si e’ mai fermato.

Si deve ai Rinaldi l’avvio delle ostilita’ con le cosiddette ‘stese’, i raid a bordo di scooter armati con spari in aria. Alla faida tra i Rinaldi e i Mazzarella si deve anche probabilmente la bomba carta che un mese fa e’ stata fatta esplodere davanti alla pizzeria Sorbillo in via dei Tribunali. Rinaldi era ricercato per estorsione in un’inchiesta del 2011 che porto’ dietro le sbarre ben 32 esponenti della camorra del rione Villa perche’ avevano messo sotto pressione un imprenditore di Ercolano (Napoli) impegnato in importante opere di costruzione in citta’. L’uomo aveva ricevuto una richiesta di ‘pizzo’ da 50mila euro e fui lui stesso a raccontare tutto ai carabinieri.

Secondo i pentiti e grazie alle intercettazioni telefoniche, il boss e’ stato anche ritenuto il mandante dell’omicidio di Raffaele Cepparulo e di Ciro Colonna, quest’ultimo vittima innocente dell’agguato. Era il 7 giugno del 2016 quando i killer entrarono in un circolo ricreativo fecero fuoco per uccidere Cepparuolo, al vertice dei cosiddetti ‘barbudos’ del rione Sanita’, che aveva trovato riparo a Ponticelli dopo aver compreso di essere nel mirino dei clan nemici. Ciro Colonna indossava una maglietta dello stesso colore della vittima designata. Rinaldi era inoltre ricercato per l’omicidio di Vincenzo De Bernardo, ucciso a Somma Vesuviana l’11 novembre del 2015 per fare un piacere ai Sibillo, dato cha aveva ospitato nella cittadina vesuviana il nipote Roberto De Bernardo, tra gli esecutori per conto dei Buonerba dell’omicidio del baby boss di Forcella Emanuele Sibillo.

Il 55enne boss Rinaldi il 2 novembre 2018 si era sottratto all’esecuzione di un ordine di carcerazione dopo che la Suprema Corte aveva accolto il ricorso della procura di Napoli per il ripristino della misura cautelare legata alle indagini sul duplice omicidio di Raffaele Cepparulo e di Ciro Colonna, quest’ultimo vittima estranea alle logiche della criminalita’ organizzata, avvenuto nel quartiere di Ponticelli nel 2016; durante la sua latitanza, e’ arrivata anche a suo carico la misura cautelare per quello di Vincenzo Di Bernardo, avvenuto a Somma Vesuviana l’11 novembre 2015. Il capoclan e’ stato rintracciato nel quartiere di San Pietro a Patierno.

I carabinieri della sezione Catturandi di Napoli hanno individuato e catturato il latitante in casa di parenti nel quartiere napoletano di San Pietro a Patierno. Il 55enne non ha tentato la fuga ne’ opposto resistenza e si e’ lasciato ammanettare; non era armato e non aveva documenti falsi. Per gli investigatori, quell’appartamento non era il suo covo ma una soluzione di mero passaggio nel suo spostarsi tra un nascondiglio e l’altro. In tasca, Rinaldi aveva dei fogli manoscritti con numeri e appunti che da un primo esame sembrano giocate per il Superenalotto e codici per scommettere su incontri di calcio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *