“Cittadini campani per un piano alternativo dei rifiuti”

PROGRAMMA 9 APRILE 2011

CITTADINI CAMPANI PER UN PIANO ALTERNATIVO DEI RIFIUTI

EVENTO:

  • Manifestazione pubblica di tutti i cittadini di Napoli e della Campania a sostegno del Piano Alternativo dei Rifiuti quale unica soluzione concreta ed immediata all’irrisolta emergenza dei rifiuti in Campania.

CARATTERISTICHE PRINCIPALI:

  • Marcia pacifica dal carattere propositivo ed informativo sullo stato dell’arte di una crisi dei rifiuti che dura da ben 17 anni e ferma condanna pubblica, corale ed apartitica, dei responsabili passati e presenti, diretti ed indiretti, colpevoli o, semplicemente, inetti.

QUANDO:

  • Sabato 9 aprile 2011 – ore 10:00

PERCORSO:

  • Il corteo parte da Piazza Dante e termina a Piazza del Plebiscito.

PARTECIPAZIONE:

  • I cittadini di Napoli, senza distinzione alcuna di ceto sociale, opinione politica, stato lavorativo, credo religioso, colore della pelle, vittime allo stesso modo, della fallimentare gestione dei rifiuti.
  • Gli abitanti di tutta la provincia e più in generale dell’intera Campania così duramente penalizzati da una fallimentare gestione dei rifiuti fondata sulle discariche. Ferite al territorio, già aperte o prossime ad esserlo, come a Pianura, Quarto, Chiaiano, Giugliano, Taverna del Re, Scampia, Barra, Ponticelli, Acerra, Afragola, Terzino con i comuni del Parco del Vesuvio, di Tufino con tutti comuni dell’agro Nolano, Marcianise.
  • Le associazioni, i movimenti, le categorie, i gruppi attivi sul tema dei rifiuti o più in generale, a difesa dei diritti civili e sociali che riconoscendosi nel programma della manifestazione, intendano allearsi per il raggiungimento dei comuni obiettivi.

ESCLUSIONE:

  • A difesa del principio che i servizi pubblici debbano funzionare sempre e comunque a prescindere dal colore politico delle amministrazioni, sono esclusi dal corteo tutti i partiti politici ed i loro candidati sindaci, con il divieto assoluto di portare bandiere, vessilli e materiale iconografico ad essi riconducibili.

PROPOSTE:

  • Presentazione ed affermazione del Piano Alternativo dei Rifiuti dei Cittadini Campani:

o       Raccolta differenziata “porta a porta” per la separazione dell’umido dall’indifferenziato e dai materiali riciclabili quali vetro, plastica, alluminio, cartone, carta, etc. Un servizio pubblico, obbligatorio e sanzionabile, che segua, da subito, uno schema di attuazione rapido per tutti i quartieri della città di Napoli ed i comuni della regione dove ancora non è in uso.

o       Impianti specifici di compostaggio per il trattamento della parte umida per la sua trasformazione secondo un processo naturale in compost, un terriccio concimato adatto ad usi agricoli.

o       Impianti di trattamento meccanico manuale, non inquinanti, per il recupero del residuo indifferenziato secco il quale subendo un trattamento di riduzione ed estrusione si converte in granuli sintetici, una “materia prima seconda” a basso costo, impiegata nell’industria plastica di stampaggio e per la realizzazione di manufatti per l’edilizia.

o       Incentivi economici a sostegno delle imprese del settore del riciclo della materia e, soprattutto, tesi a favorire l’allargamento della filiera con la costituzione di nuove aziende.

o       Attenta politica di riduzione a monte dei rifiuti che semplifichi, per quantità e qualità, gli imballaggi nella distribuzione e nel commercio e che individui ed elimini tutti i componenti non riciclabili destinati, quindi, a contaminare l’ambiente.

o       Trasformazione della tassa dei rifiuti in tariffa per riequilibrare un sistema che, attualmente, assegna un ingiusto carico tributario ad un servizio, di fatto, manchevole o non reso.

o       Attivazione di un serio programma di educazione della popolazione finalizzato alla corretta procedura della raccolta differenziata per aumentare la qualità oltre che la quantità delle materie riciclabili.

o       Revoca immediata del permesso di trasferire e smaltire in Campania i rifiuti di natura tossica e/o industriale provenienti dalle altre regioni o dall’Europa. Tracciabilità e netta separazione dei rifiuti industriali prodotti in Campania dai flussi dei normali rifiuti urbani.

o       Detrazione dall’aliquota cip 6 destinata al sostegno delle energie alternative, di tutti i processi industriali basati sulla combustione dei rifiuti quali, inceneritori, gassificatori, etc. L’ingente flusso di soldi, infatti, falsa l’attuale gestione dei rifiuti attraendola, per lucro, verso metodologie vetuste, costose per la collettività, dannose per la salute e l’ambiente ed, ormai, inefficaci.

o       Divieto nazionale di rifornire gli inceneritori con materiali predisposti al riciclaggio, quali a tiolo di esempio, le materie plastiche. Un dispositivo rivolto al CONAI e a tutti i consorzi nati per favorire il riciclo dei materie prime e che, invece, sono autorizzate a cedere il 30% della produzione a finalità contrarie al loro statuto.

o       Attuazione di vere bonifiche ambientali delle aree inquinate con un programma serio e con controlli periodici e verifiche scrupolose.

o       Istituzione immediata del registro regionale tumori in Campania e conseguente negoziazione dei flussi economici sanitari nazionali perché si basino sull’incidenza tumorale.

o       Istituzione di un osservatorio permanente di controllo delle fasi descritte del ciclo dei rifiuti ma, anche, di ricerca e di confronto tra i futuri sistemi di smaltimento e recupero dei rifiuti per efficienza, per costo e per effetti sulla salute.

PROTESTE:

  • Indignazione per il perdurare di una crisi dei rifiuti cronica per la cui soluzione, dopo 17 anni, non si è fatto assolutamente nulla.
  • Disaccordo per l’evidente inconsistenza del piano dei rifiuti della Campania a livello regionale, provinciale e per l’evidente immobilismo comunale.
  • Denuncia dello stato di perenne allarme per il ritorno periodico della spazzatura nelle strade cittadine e per le mille discariche a cielo aperto che non hanno mai abbandonato le strade di tutta la provincia.
  • Condanna per l’eterna minaccia che espone i comuni della provincia di Napoli e del resto della Campania al rischio di vedere porzioni dei propri territori eletti a nuove discariche con tutti i danni che questo comporta alle popolazioni locali.
  • Sgomento per l’aumento del 20% di tutte le PATOLOGIE TUMORALI e diminuzione di ben 2 anni dell’aspettativa di vita in Campania rispetto al resto d’Italia.
  • Riscatto morale di Napoli e della Campania agli occhi dell’Italia e del mondo, vittime e non artefici del degrado ambientale subito, ben disposti alla raccolta differenziata ma volutamente negata ai cittadini.

PROGETTO CITTADINI CAMPANI per  un  piano  alternativo  dei  rifiuti

FACEBOOK: cittadini campani per un piano alternativo dei rifiuti

MAILING LIST: cittadinicampanixunpianorifiutialternativo@inventati.org

STAMPA: cittadinicampani@gmail.com

INFO: claudio 3394542161

1 thought on ““Cittadini campani per un piano alternativo dei rifiuti”

  1. Per esperienza ho potuto constatare che la raccolta differenziata porta a porta è generalmente scomoda per diversi motivi, di cui al momento mi vengono in mente questi che elenco:
    • I giorni di prelievo sono alternati in base alla tipologia di rifiuti e molto spesso in casa si ha l’esigenza di liberarsi giornalmente di quelli maleodoranti (pannolini, pesce ecc.)
    • Non sempre si è in grado di liberarsi dei rifiuti se si deve ad es. partire
    Io proporrei pertanto di demandarne la gestione ai condomini, lasciando il porta a porta come soluzione giornaliera per il recupero dell’indifferenziata.
    Noi napoletani si sa che siamo maniacalmente puliti nel privato ma non altrettanto nel pubblico. Il condominio resta un ambito vissuto come privato, quindi perché non far gestire l’immondizia internamente?
    La mia idea è di dotare ogni condominio (purchè ovviamente abbia un’area comune da destinare al servizio) di una pressa per la riduzione della plastica, di una pressa per l’imballaggio della carta, di un macchinario per la frantumazione del vetro e di un sistema di compostaggio per l’umido.
    La plastica, il vetro e la carta (già parzialmente ridotti in volume) devono essere raccolti a scadenza dal comune e indirizzati al riciclaggio mentre il composto ricavato dall’umido può sre riutilizzato dallo stesso condominio per le proprie aree verdi, se ne ha, oppure rivenduto ad altri condomini interessati in una gestione che può essere coordinata per quartiere.

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