Città Metropolitana e condanna di Luigi De Magistris, la proposta del PD: rimandiamo le elezioni

La condanna di Luigi De Magistris sta rompendo le uova nel paniere a molti. Ma per il Pd potrebbe trasformarsi in un’opportunità insperata

La condanna di Luigi De Magistris ha creato un piccolo tsunami nelle acque della politica locale e minaccia di avere ripercussioni molto più ampie rispetto ai confini della sola città di Napoli. La delegittimazione del sindaco arriva in un periodo delicato, di avvicendamento della gestione politica della Campania: le elezioni regionali si avvicinano, ma ancor più prossime sono le elezioni per il consiglio della Città Metropolitana, che cambieranno completamente e per la prima volta la configurazione della Provincia di Napoli (e non solo), consegnando nelle mani dell’attuale sindaco di Napoli lo “scettro” di sindaco della Città Metropolitana, che comprenderà Napoli e la sua Provincia.

Elezioni della Città Metropolitana: che cosa accadrà se De Magistris verrà sospeso?

Ma cosa accadrà se il sindaco verrà sospeso dal suo incarico? Se lo chiede il segretario provinciale del Pd di Napoli, Venanzio Carpentieri, che si fa portavoce di una proposta di rinvio delle elezioni per il consiglio della Città Metropolitana. “Un’ipotesi”, spiega, “frutto di valutazioni prettamente politiche, non di ordine giuridico-formale”. Infatti, chiarisce Carpentieri, se il sindaco De Magistris dovesse essere destituito prima del 12 ottobre, data prevista per le elezioni del Consiglio di Città Metropolitana, sarebbe automaticamente sostituito dal vicesindaco Tommaso Sodano. Se invece la sospensione di De Magistris dovesse arrivare dopo il 12 ottobre, a elezioni già avvenute, il sindaco avrebbe “la facoltà (non l’obbligo) di nominare un vicesindaco metropolitano”, da scegliere tra tutti i consiglieri metropolitani eletti.

Ma il “rischio di un susseguirsi di ricorsi e controricorsi” che potrebbero seguire alla sospensione di Luigi De Magistris comporterebbe, secondo Carpentieri, una “evidente compromissione degli esiti di una fase costituente, che entro dicembre dovrà condurre all’approvazione dello statuto metropolitano”. Insomma, secondo il Pd partenopeo e campano, il Consiglio di Città Metropolitana, che già è “un’entità poco avvertita dai nostri cittadini, costruita com’è quale ente locale di secondo livello, con un vertice non scelto dai cittadini, ma predeterminato per legge”, rischierebbe di perdere ulteriormente la propria rappresentatività e autorevolezza. Un peccato, visto che il Pd lavora alla costruzione della Città Metropolitana da tempo e con grande impegno, “non come mero adempimento burocratico ma come occasione per ridisegnare l’architettura istituzionale degli enti locali interessati da tale processo”. Il Pd ci aveva investito, in questo cambiamento. E ora Luigi De Magistris rischia di rompere le uova nel paniere a tutti con la sua condanna. Il Pd allora cerca di fare buon viso a cattivo gioco, e di trasformare il pericolo “De Magistris” in una opportunità per se stesso, un partito che tutto sembra fuorché in odore di rinnovamento, reduce da una tre giorni di Convention a Bagnoli, la Fonderia delle Idee, che più che presentare idee e volti nuovi e giovani, ha “squagliato”, è proprio il caso di dirlo, la credibilità di una fazione politica che oggi, almeno in Campania, arranca e fa sempre più fatica a svecchiarsi.

Una proposta per prendere tempo nella speranza di ricostruire un Pd che oggi sembra in coma?

La proposta del Pd di rimandare le elezioni per il Consiglio della Città Metropolitana quindi si presta a molteplici letture: da un lato potrebbe leggersi, certo, come il tentativo di evitare la “delegittimazione” di una entità politica che alla gente sembra inutile ancor prima di nascere; dall’altro invece potrebbe configurarsi come un cogliere la palla al balzo per rimandare elezioni a cui lo stesso Pd non è ancora pronto, nell’attesa che un vento più propizio torni a soffiare in Campania, soprattutto tenendo conto che queste elezioni della Città Metropolitana saranno termometro degli umori e delle alleanze politiche che animeranno anche le future elezioni Regionali. Elezioni che il Pd non può davvero permettersi di perdere. Ma, come dice Carpentieri, le preoccupazioni del Pd sono solo e esclusivamente di natura politica. “Tutto il resto, appartiene al gossip”.